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FOCUS SN – L’attacco non basta. Il vero problema sono i numeri in difesa: solo tre squadre peggio in casa

Che il problema del Napoli sia la difesa non lo si scopre certamente questa sera. È un problema che da tempo affligge la squadra partenopea ed è un vizio che non vuole saperne proprio di andare via. Soprattutto al San Paolo. Uno stadio che ha saputo sempre regalare magie ai propri tifosi, ma che quest’anno sta vedendo troppe volte il portiere, Andujar o Rafael che sia, raccogliere il pallone dal fondo del sacco.

NUMERI ALLARMANTI- Dopo questa sera i gol incassati in casa diventano 20 (36 in totale). Tanti, decisamente troppi. Il ruolino di marcia in casa è addirittura da quartultimo posto in classifica: come gol subiti hanno fatto peggio degli azzurri solo Cagliari, Cesena e Parma. Le ultime tre del campionato. Numeri preoccupanti per una squadra che vuole puntare a primati importanti. Si spera che la sosta aiuterà definitivamente Benitez e soci a risolvere questi problemi, che non sono soltanto meramente tecnici, ma riguardano anche cali di concentrazione che non sono nuovi al pubblico partenopeo.

UNICA SODDISFAZIONE- Se di questo si può parlare quando tutte le dirette concorrenti per la Champions, eccezion fatta per la Fiorentina, fanno bottino pieno, sono le reti realizzate nel secondo tempo. Con quella di stasera di Zapata sono 29 reti realizzate nella seconda metà di gara delle 47 totali. La rete di questa sera è inoltre la numero 31 in casa, con il Napoli che ha il secondo miglior attacco casalingo della serie A. Numeri abbacinanti, ma che da soli non bastano.

Il calcio ha due fasi, offensiva e difensiva, che devono essere collegate tra di loro. Senza tutto ciò, il raggiungimento di traguardi importanti è complesso, se non impossibile. Se sbaglia un reparto, non ce ne può essere sempre un altro pronto a pagare la cauzione. “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. I latini l’avevano capito già tanto tempo fa.

Francesco Vassura

Articolo modificato 23 Mar 2015 - 02:08

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