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Tanti auguri Pino, in un ricordo che avvolge Napoli e l’amore per un terra che ha ancora voglia di riscatto

E’ una giornata uggiosa. Il cielo è grigio ma un raggio di sole è pronto a fare capolino inaspettatamente. Pino sarebbe dovuto essere qui, oggi, a festeggiare insieme al suo popolo, insieme a chi l’ha sempre seguito, a chi l’ha visto crescere ed è cresciuto con lui. Ma il destino è strano, troppo spesso crudele e lo ha strappato troppo presto alla tua amata Napoli. Oggi avrebbe compiuto 60 anni, festeggiato l’onomastico e la festa del papà. Forse in ordine inverno perché Pino Daniele era prima di tutto un padre amorevole che ha lasciato un grandissimo vuoto nei suoi cari ed in una città della quale era tra i punti di riferimento più intensi e silenziosi, capaci di arrivare lontano solo con la forza di una voce e di una chitarra.

Da quel maledetto 4 gennaio nulla è come prima: impossibile non ascoltare una sua canzone senza avere gli occhi lucidi, impossibile non emozionarsi ancora di più quando al “San Paolo” riecheggiano le note di Napule è. In tantissimi lo hanno salutato per l’ultima volta, da Piazza del Plebiscito fino al Maschio Angioino, cantando le sue strofe, ascoltando la sua splendida musica con Napoli nel cuore e nella mente, così come lui. Portando avanti quella sana idea di napoletanità sempre con un profilo basso e mai sopra le righe, dimostrando al mondo intero l’unicità di una città, di un popolo, di una cultura, troppo spesso gratuitamente bistrattata. Perché Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa e Pino lo sapeva bene ma sapeva anche come farla brillare di luce propria.

Oggi è una giornata importante per Napoli, che può confermare la sua scalata all’Olimpo nell’Europa del calcio, buttandosi ancora una volta alle spalle momenti in salita, critiche, difficoltà, anni di fallimenti e sconfitte. Oggi bisogna superare la prova del fuoco, dimostrarsi carichi, intensi, maturi, volenterosi. Oggi bisogna dimostrare di essere capaci di sopportare l’onore e l’onere di una città che ti erige a paladino per la consacrazione e per rinascere ancora una volta dalle ceneri sotto i riflettori del mondo. così come ha fatto Pino, nel ricordo di una città che lo ha amato e lo amerà per sempre.

“Napule è tutto nu suonn e ‘a sape tutto o munno. Ma nun sanno ‘a verità”

Articolo modificato 19 Mar 2015 - 10:34

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Scritto da
redazione