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Dall’azzurro del Napoli al rosa delle tifose, le belle storie di un gentil sesso sempre più amante del calcio partenopeo

Otto marzo, giornata internazionale della donna. Un ricordo che, oltre ad una superficiale e mera festa commerciale, deve essere rinnovato nel suo significato più profondo, il sacrificio di 129 operaie a New York nel 1908 arse dalle fiamme di un incendio doloso appiccato durante uno sciopero in fabbrica indetto a causa delle pessime condizioni di lavoro alle quali erano costrette a sottostare. Una giornata per meditare, riflettere, divulgare la storia. E che, quest’anno capita di domenica, il giorno che, dalla notte dei tempi, è il nemico numero uno della maggior parte delle donne. Se poi si tratta proprio di una domenica di marzo, è ancor tutto più complesso: dal venerdì al lunedì, le pay per view inondano gli appassionati di ogni tipo di match calcistico, in una maratona senza sosta e senza precedenti. Dalla Premier League alla Bundesliga passando ovviamente per la serie A, c’è pochissimo tempo per fermarsi a festeggiare. Perché le donne odiano il calcio. O almeno era così, un tempo.

Facendo un giro al “San Paolo”, anche stasera in occasione del big match contro l’Inter, ci si rende conto di quanto quanto assunto sia completamente errato. Bambine, signore, ragazze ogni domenica sono pronte ad inondare di passione ed amore gli spalti dello stadio del Napoli e non solo in Tribuna: dai distinti alle curve, si può constatare quanto il club di De Laurentiis sia uno splendido collante, che va al di là di limiti spazio temporali, età, sesso e qualunque tipo di differenziazione. Ma non solo: basta fare un giro in tribuna stampa per capire quando il calcio sia passione per le tantissime professioniste che fanno di questo splendido sport anche un lavoro, fino a coloro che si rendono protagoniste anche in campo. Parliamo della Carpisa Napoli, la rappresentativa di calcio femminile che prosegue il suo splendido progetto tra prima squadra, Primavera, Giovanissime, Under 17 e pulcine.

Ma non solo: tornando al Napoli, le presenze femminili sono all’ordine del giorno: non solo le lady azzurre, veri punti di riferimento per i calciatori partenopei nelle difficoltà di una piazza esigente e nella quale bisogna sempre essere sereni per dare il massimo. Splendido simbolo in rosa del club partenopeo è Jacqueline Baudit, la splendida consorte del presidente De Laurentiis che in prima persona lo aiuta nelle decisioni e nella gestione del club, curando i rapporti interpersonali tra le parti, sempre armata di un’immensa dolcezza e di grandissima verve. Insomma, non per tutte l’8 marzo di domenica è una tragedia. Guardiamo al di là degli stereotipi, con occhi nuovi e curiosi, adattandoci al moderno. Il calcio ormai parla anche in rosa con competenza, passione e tanta professionalità.

Alessia Bartiromo
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Articolo modificato 8 Mar 2015 - 15:30

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