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Spalla a spalla, consapevoli che ci può stare… Ora non bisogna perdere la spinta del San Paolo

Il volto buono del tifo. Un San Paolo finalmente pieno, finalmente positivo, finalmente inneggiante alla propria squadra. Tutti uniti per un solo obiettivo. Da pelle d’oca l’ingresso in campo delle squadre, domenica sera, sulle note di Napul’è. Una spinta fondamentale, un patrimonio d’amore che sembrava essersi perso nella prima parte della stagione. E che invece è stato ritrovato dopo la vittoria in Supercoppa.

Il presagio c’era stato già lo scorso 2 gennaio. Allenamento a porte aperte a Fuorigrotta, trenta mila persone ad affollare gli spalti del San Paolo. Poi l’apoteosi con la Juve, biglietti volatilizzati nel giro di pochi giorni. Un catino di passione, di sentimenti positivi e di amore per il Napoli. Che sia stato finalmente recepito l’invito di Rafa Benitez? Il tecnico spagnolo, dal punto di vista comunicativo (e non solo, ovviamente) è un top coach. I suoi modi di dire hanno ormai influenzato la cultura calcistica partenopea. “Spalla a spalla” è un’affermazione che rende al meglio ciò che si può fare se si rema tutti nella stessa direzione. Nella buona e nella cattiva sorte, non solo quando i risultati sorridono all’azzurro. Ecco, Napoli-Juve, al di là del risultato negativo, potrebbe rappresentare finalmente un punto di svolta in questa stagione, nel rapporto tra la squadra e il suo pubblico. Distante come mai, finora, in tante occasioni.

Il Napoli non vincerà lo scudetto e non è riuscito a battere i campioni d’Italia. I limiti degli azzurri e la forza dei bianconeri sono stati amplificati dalla pessima direzione arbitrale di Tagliavento. “Ci può stare…”, ha detto ironico e sornione Benitez dopo la gara. Chissà se in carriera ha mai provato un simile senso di frustrazione, magari sì, lui che ha sempre guidato club importanti ma non di prima fascia, come Valencia e Liverpool. Lottare contro i poteri forti è nel duo dna. E ora vuole continuare a farlo qui a Napoli. Ma da solo non potrà nulla. L’ambiente tutto dovrà compattarsi intorno al tecnico e ai suoi calciatori. Poi a fine stagione si tireranno le somme. Ora bisogna concentrarsi sull’obiettivo Champions. Tutti uniti. O spalla a spalla, se preferite.

Articolo modificato 13 Gen 2015 - 00:42

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Scritto da
redazione