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L’esonero di Mazzarri segna la “fine” del 3-5-2. Il cambiamento in Italia parte da Benitez

La notizia dell’esonero di Walter Mazzarri stravolge non solo la giornata della Pinetina, ma lascia basito l’intero movimento calcistico italiano. Perché, se in un primo momento Thohir aveva graziato il tecnico livornese, non ha esitato a “tradirlo” in un secondo momento. Le colpe del disastro “mazzarriano” all’Inter sono varie. In particolare un feeling mai sbocciato con i calciatori e con i tifosi, che spesso hanno mosso critiche al gioco e alla mentalità del tecnico di San Vincenzo.

INVERSIONE DI ROTTA – In primis, il modulo, quel 3-5-2 che ha fatto le fortune di Mazzarri a Napoli, nelle sue varianti 3-4-1-2 e 3-4-2-1, e ha saputo mettere in risalto le caratteristiche dei singoli, Lavezzi, Hamsik e Cavani su tutti. Un modulo che fino a un paio di stagioni fa era presente su tutti (o quasi) i campi d’Italia. A partire dalla Juventus, triplicemente “scudettata”, fino ad arrivare alla zona retrocessione, quasi tutti gli allenatori imponevano quel modulo. Ma dalla scorsa stagione a questa parte, le cose sono mutate. La difesa a 3 è stata accantonata da quasi tutti i tecnici della Serie A. Basti pensare al Cagliari, che deve le sue fortune al 4-3-3 “zemaniano”, oppure al 4-2-3-1 di Mihajlovic e Benitez, o ancora al 4-3-1-2 di Montella. L’inversione di rotta è palpabile. Ormai, su venti squadre, soltanto tre utilizzano in pianta stabile la difesa a 3, dando per scontato che il successore di Mazzarri (99% Mancini) preferisca la retroguardia a 4. Le squadre in questione sono il Parma, che non naviga in buone acque, il Palermo, che alterna bel gioco a risultati deludenti, e la sorpresa Genoa. Per il resto, la difesa a 4 è presente ovunque, nelle sue più svariate forme. Persino la Juventus, dopo tre “mandati” di 3-5-2, ha iniziato a sperimentare moduli alternativi, in particolar modo il 4-3-1-2 caro a Massimiliano Allegri. Un cambiamento che parte dall’alto ma che tocca anche le parti più basse della classifica, se pensiamo che le neopromosse Empoli e Cesena utilizzano rispettivamente un 4-3-1-2 e un 4-3-3. E’ per questo, dunque, che l’esonero di Mazzarri sancisce (quasi) definitivamente la fine del 3-5-2.

IL CONQUISTADOR – Dicevamo di un cambiamento che parte dall’alto. Da Garcia, che alla Roma ha imposto con buonissimi esiti il suo 4-3-3, ma soprattutto da Rafa Benitez, che al suo arrivo all’ombra del Vesuvio non ha avuto pietà di cambiare radicalmente la mentalità di una squadra abituata alla difesa a 3, e di imporre il suo sistema di gioco in un campionato in cui il 3-5-2 regnava sovrano. Il 4-2-3-1 di Rafa è stato più volte al centro delle critiche, ma ha conferito al Napoli una mentalità più adeguata all’ambiente europeo. Basti pensare che, superati i confini del Belpaese, il modulo del tecnico spagnolo è il più utilizzato. È per questo che Rafa Benitez si può definire un precursore del nuovo stile di gioco italiano. Un vero e proprio “conquistador”, sbarcato in Italia con il 4-2-3-1 in valigia per riscattare il Paese dall’incubo del 3-5-2, utile in Patria ma disastroso in Europa (Juve di Conte, ndr). E, visto il cambiamento dell’ultimo anno, si potrebbe dire che il suo intervento è stato più che efficace.

Vittorio Perrone

Articolo modificato 14 Nov 2014 - 15:45

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Vittorio Perrone