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Maradona: “Mondiali, ecco la mia analisi. Insigne è un talento, dovrebbe giocare di più”

22 giugno 1986, Maradona con la maglia dell’Argentina al Mondiale scarta sei giocatori, mette a sedere il portiere e segna il gol più bello della storia del calcio.

Diego, più di un quarto di secolo è passato da quel giorno

«Ho scritto la storia del Mondiale, ho scritto la storia della mia Nazione. Quel giorno non era solo una partita di calcio, tutti noi sapevamo che aveva un significato speciale, unico. Ricordo ancora lo sguardo di Shilton:li ho visti e rivisti tante volte quei due gol. Quell’Argentina era una squadra eccezionale».

E chi è invece la più forte di questo mondiale?

«Vedendo le partite dall’emittente Telesur, dopo il primo turno sembra un torneo bello da vedere ed equilibrato, con molti goal e senza violenza. La Germania e l’Olanda hanno dimostrato due grandi doti: solidità e determinazione. Però quando si gioca in Sudamerica, non si possono sottovalutare le doti dei sudamericani come quelle della mia Argentina e del Brasile che è padrone di casa e dunque ben visto da tutti. Potrebbe esserci una possibile sfida finale, però non mi dispiacerebbe neppure un’altra Germania-Argentina come a Città del Messico e come a Roma. Sarebbe bello giocarla nuovamente…«.

Chi è la sorpresa fino ad adesso?

«Prima di vedere l’impresa del Costarica con l’Italia, avrei pensato al Belgio. È una squadra fortissima, composta da numerose individualità che formano un complesso armonico. Sono tutti giovani già forti o che possono diventarlo in breve tempo. È stata straordinaria la loro rimonta con l’Algeria, ha dato a tutti la sensazione di un gruppo che sa il fatto proprio«.

Poi dopo aver visto la Costa Rica battere pure l’Italia?

«Penso che il fatto che Costa Rica possa festeggiare già l’approdo agli ottavi sia una cosa molto bella. E poi hanno eliminato già l’Inghilterra. Nessuno lo avrebbe detto prima del Mondiale«.

Lei è stato molto duro con Del Bosque?

“Dopo aver perso 5-1 contro l’Olanda non doveva confermare Casillas, ma scegliere un altro portiere nel match col Cile. È giusto che gli spagnoli siano tornati a casa perché la decisione è stata sbagliata”.

E Prandelli cosa dovrà fare con l’Uruguay?

“Anche lui deve fare qualche cambio, non c’è dubbio”.

L’Italia a questo punto è difficile che possa vincere il Mondiale come nel 2006?

“Gli italiani sono sempre duri a morire e nei momenti difficili trovano aggregazione e spirito di gruppo come pochi altri al mondo. Per questo dico che sono tutt’altro che spacciati”.

Anche se magari chiederlo dopo la batosta col Costa Rica può sembrare esagerato, ma qual è la dote che più le piace dell’Italia?

“Lo spirito tenace oltre alle qualità individuali. Però, secondo me, Lorenzo Insigne è un talento che meriterebbe di giocare più spesso”.

A parte l’Argentina, di quale Nazionale ti piacerebbe fare il ct?

“No. Per me la cosa più bella sarebbe avere un’altra chance e riprovare con la Seleccion: in Sudafrica nel 2010 siamo stati sfortunati ed eravamo all’inizio di un ciclo. Però, da professionista, potrei valutare ogni proposta che dovesse arrivarmi perché io ho una voglia incredibile di tornare in panchina”.

Come mai non le hanno fatto vedere Argentina-Bosnia?

“Non lo so, ma è stato puerile e pretestuoso vedersi sbarrata la porta dello stadio. Spero si sia trattato solo di un antipatico equivoco, ma temo non sia così, che lo abbiano fatto di proposito”.

Qualche giocatore l’ha più impressionata?

“Finora nessuno, ma la continuità di Thomas Mueller è davvero impressionante”.

Fonte: Il Mattino

Articolo modificato 21 Giu 2014 - 09:20

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redazione