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De Magistris saluta Ciro e Gennaro, i due tifosi feriti: “Tutta la città è con voi”

Si sono dati appuntamento a Napoli: «Faremo una bella festa. Semi libero? Ma certo che sarò libero, tutta la città è con voi».Così il sindaco Luigi De Magistris ha salutato Ciro Esposito e Gennaro Fioretti i due tifosi feriti a colpi di arma da fuoco prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina giocatasi a Roma il 3 maggio. Il sindaco è andato al Gemelli per stare vicino ai ragazzi e alle loro famiglie. La battuta di Ciro che ha chiesto al primo cittadino se si liberasse per lui, testimonia che l’umore non è certo al top ma nemmeno sotto i tacchi. Piccoli segnali di futuro per un ragazzo che ha visto la sua vita appesa a un filo e ancora oggi è in prognosi riservata. Con Ciro, la cui situazione clinica è più grave, e la sua famiglia, De Magistris ha avuto qualche premura in più: «È stato un incontro emozionante – racconta – ho percepito la grande dignità di queste due donne, la mamma e la fidanzata di Ciro, persone speciali».

Una vicenda ancora tutta da chiarire dal punto di vista giudiziario quella del ferimento,la pista dell’agguato ai napoletani da parte di criminali è quella che la stessa Procura capitolina ritiene più calda. «Con Ciro – racconta ancora De Magistris – ho parlato, sta facendo passi da gigante, ci siamo stretti la mano e gli ho detto che l’aspettiamo, tutta la città vuole fare festa e lo vuole riabbracciare, è stato davvero un bell’incontro e sono rimasto molto colpito».

De Magistris lo aveva promesso, appena sarebbe andato a Roma, appena sarebbe stato possibile avrebbe incontrato i ragazzi. «Ciro sta attraversando una fase diversa. È più tranquillo rispetto a giorni fa, ma è anche di poche parole, è molto stanco» spiega la mamma di Ciro, Antonella Leardi. «Quando l’ho visto mi ha fatto solo cenno di sì con la testa per bere un goccio d’acqua». La signora Leardi si fa forza guardando il figlio che comunque sta dando segnali positivi: «Non abbiamo parlato degli scontri, di quello che è successo io non ne parlerò mai. Quando sarà lui a volerne parlare lo ascolterò,gli abbiamo sempre detto che gli siamo vicini. Ciro ha subito un danno psicologico oltre che fisico è un momento molto delicato per lui, bisogna stare attenti. Diciamo che a poco a poco tutti i valori si stanno stabilizzando. Ma Ciro resta in terapia intensiva e la prognosi per adesso rimane riservata».

Torniamo al sindaco,che ha confermato l’auspicio che Ciro possa diventare «testimonial di legalità per Napoli» e tutte le su perplessità per la poca chiarezza che ancora oggi c’è intorno a quella maledetta sera del 3 maggio. Opacità per le quali serve una riflessione approfondita «su un tema delicato come quello della gestione dell’ordine pubblico, perché quando le forze dell’ordine operano nelle piazze accese dialogano, assumendosi una responsabilità». Il riferimento è alla questione della presunta trattativa con Genny ’a carogna che avrebbe dato il via libera alla disputa della partita. Trattativa sempre negata, per poi comminare allo stesso Genny il Daspo il giorno successivo. Dubbi tutti da chiarire ancora oggi a distanza di quasi due settimane dall’accaduto.

«Se una persona è stata sparata al petto e una è rimasta gravemente ferita, credo che molte cose non siano andate nella gestione dell’ordine pubblico, come dimostrano tante testimonianze raccolte», la riflessione più volte ripetuta questi giorni a chi gli ha chiesto la verità sulla sera del 3 maggio.

Fonte : Il Mattino

Articolo modificato 16 Mag 2014 - 09:51

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Scritto da
redazione