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10 novembre 1985, botte, pali, spintoni e gol, Inter e Napoli senza esclusione di colpi

L’attesa per la sfida di sabato sera tra Inter e Napoli è senza dubbio meno spasmodica di quanto in realtà normalmente lo fosse, rispolverando l’album dei ricordi, quello in cui ci conservi le vecchie ed ingiallite polaroid, malconce ma sempre buone come prove tangibili delle innumerevoli e appassionanti volte in cui è stato Inter-Napoli. Gara di certo classificabili tra quelle “vere”, sentite, quei match che non puoi giocare sotto tono oppure privo di quella grinta che le grandi occasioni sono in grado di iniettare nelle vene dei protagonisti. Tra le tante volte in cui è stato “Inter-Napoli” ci piace riportarne in auge una che non ha di certo fatto la storia come invece tante altre potrebbero averlo fatto, ma abbiamo preferito fiutare “a naso” una di quelle partite che hanno lasciato il segno sotto l’aspetto agonistico, una vera e propria battaglia combattuta a colpi di spinte, calcioni, falletti e fallacci, ma anche giocata attraverso il calcio vero, quello concreto, fatto di passaggi precisi e concreti, controlli di palla e tocchi da grandi esperti delle platee dal palato fine, abili maestri della posizione tattica in campo, imbattibili nell’estro di giocate da campioni e giocate da togliere il fiato. Certo, quando si possiedono armi non convenzionali quali erano Rummenigge e Maradona le strategie per uscirne vincitori erano di certo più decifrabili, la speranza di fare il bottino pieno in campi come quello di San Siro non era più una utopistica e fin troppo benevola visione della realtà ma era finalmente una percorribile strada senza poi troppe incursioni fiabesche.

Ma sangue e sudore erano lì a chiedere dazio ed i protagonisti in campo non disdegnavano certo di dargli merito, così la gara comincia ad oltranza nell’arena del calcio ed i primi concitati momenti dicono che non è facile sbloccare il match, ci prova il tedesco Rummenigge dopo aver superato Garella e difensori, menomale che il cross al centro non trova il suo terminale ed il Napoli salva capra e cavoli, mentre Giordano dall’altra parte ricorda a Zenga che la domenica non è un giorno di festa per i calciatori, così i partenopei mettono in chiaro che i quindicimila tifosi azzurri che affollano le tribune possono sentirsi tranquilli, il Napoli ha atteggiamenti bellicosi e non è venuto certo a fare l’agnello sacrificale. Baresi prende in consegna Diego, con le buone e con le cattive, mentre a Bruscolotti il compito di frenare il panzer tedesco, insomma uomini duri per campioni d’alta scuola, e quando comincia la ripresa tutti avrebbero scommesso almeno un gruzzoletto sul vantaggio azzurro, specie dopo che Giordano si fa frenare proprio da Baresi sulla linea di porta il gol del probabile uno a zero. Avvisaglia? Si può dirlo forte, Maradona raccoglie un cross dell’indemoniato Giordano, controllo di petto e colpetto da biliardo sul secondo palo del’incolpevole Zenga, questa volta Baresi e beffato e l’Inter pure, Napoli avanti, si prospettano quaranta minuti infernali.

Come volevasi dimostrare, le aspettative non tardano a divenire realtà, Mandorlini, oggi tecnico del Verona, coglie un palo su conclusione da fuori area, i santi cominciano a farsi sentire, dopo qualche minuto un gol di Collovati, in posizione irregolare, da illudere i nerazzurri di aver trovato la giusta via che porta al gol, effimero miraggio, nulla di più. Ma l”insistenza milanese e tanta e tale da far tremare le tribune, una rabbia mista a forza di volontà comincia a premere e la temperatura del match sale fino all’inverosimile, al punto che il portierone azzurro Garella viene colpito da oggetti scagliati dalle tribune, si accascia, si riprende e continua la sua partita, nonostante qualcuno pensasse alla farsa, a fine gara qualche sassolino dalle scarpe se lo toglierà ai microfoni del solito “cronista-show manGaleazzi, che ha animato anche il pre-gara con un simpatico siparietto tra Karl-Heinze e Dieguito, abili a scambiarsi battute e complimenti rivolti a stemperare gli animi, altri stili di vita, altri modi di concepire la tensione di una partita di calcio.

Tornando all’incontro, si cominciano a vedere interventi ai limiti del regolamento, oramai ci si è avviati sulla strada dei colpi duri, complici anche le espulsioni di Altobelli e Bruscolotti dopo il fattaccio di Garellik bersaglio dei tifosi nerazzurri, il culmine lo si raggiunge quando l’azzurro Buriani, nel contrasto con Mandorlini, si rompe tibia e perone e le urla spaventano ma non irretiscono le pur sempre annebbiate menti dei calciatori interisti, che qualche minuto dopo pervengono al pari grazie ad un generoso rigore concesso dall’arbitro Longhi per un fallo di Bertoni su Collovati, per molti un semplice contrasto volante, per altri fallo da tergo ineccepibile, resta la certezza del penalty concesso e del consequenziale gol del pari ad opera dell’irlandese Brady, abile a spiazzare il portiere partenopeo e portare sul pari al 73′ l’Inter di Castagner, che a fine gara mostrerà egli stesso i segni sul volto di un oggetto piovuto dagli spalti, a testimoniare che Garella non aveva certo simulato in campo. Dopo che il napoletano Caffarelli si divora il gol del vantaggio, dall’altra pare è ancora il numero uno azzurro a sventare l’inverosimile gol nerazzurro a seguito di una conclusione di uno dei protagonisti maggiormente in vena, Collovati, frenato in calcio d’angolo.

Sono gli ultimi sussulti di una gara che la storia non dimenticherà facilmente, passando per i numeri di Diego e “Kalle”, gli interventi rudi di Bruscolotti e Mandorlini, le chiusure di Baresi e le grandi giocate di un Giordano in giornata di grazia, le urla ed il pianto di Buriani a seguito della frattura alla gamba, le intemperanze dei tifosi nerazzurri e le splendide immagini dei supporters azzurri tra folklore, cori goliardici e colorate coreografie. I mille volti di Inter-Napoli, quale migliore spot per sperare di vedere una gara all’altezza di ciò che la storia ha conservato negli annali del calcio? Vediamo se gli attuali protagonisti saranno in grado di evocare le gesta che un tempo furono dei loro predecessori, i presupposti ci sono nonostante le delusioni e la mancanza di stimoli di un campionato come quello attuale che volge oramai al termine, forse basterebbe anche solo guardare le immagini che seguono per presentarsi al match in vena di grandi prestazioni…

 

Articolo modificato 23 Apr 2014 - 01:43

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Scritto da
redazione