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Fiorentina-Napoli, cresce l’attesa per la Finale di Coppa Italia

Ci vediamo a Roma: perché tutte le strade conducono lì, l’epicentro d’ogni pensiero, lo sguardo fisso nell’orizzonte perduto di chiunque si metta in viaggio con la fantasia (e non solo). Benvenuti a Firenze ed anche a Napoli, benvenuti in quell’universo ch’è raccolto intorno all’Olimpico, nella dimensione ch’è tormento o estasi – chi può dirlo adesso? – ch’è attesa: 3 maggio 2014, è qui la testa, perché il resto è nulla, è un dettaglio (calcistico) esistenziale. Si vedranno a Roma, certo, è sarà finale di coppa Italia, sessantamila cuori in quella capanna che ricondurrà al passato, ai grandi esodi di massa, alla Firenze che nell’82 (il 16 maggio) vola su Cagliari o approda ad Avellino (il 16 maggio ancora – ma che è una maledizione? – del ’90); alla Napoli che andò a Stoccarda (il 17 maggio dell’89) per conquistare l’Uefa e che in questo Terzo Millennio che le ha restituito la dignità perduta s’è già spinta sino a Roma per prendersi una Coppa due anni fa (il 20 maggio).

 Sold out. Si riparte stamattina, ed è l’ultimo step, quello che consente la prevendita libera, free, niente vincoli, né tessere del tifoso, né balzelli imposti dalle norme, ma persino la speranza di potercela fare, perché c’è ancora disponibilità a Firenze, settemila tagliandi o giù di lì, e qualcosa è rimasto (ben poco) a Napoli, almeno altri duemila posti, tutti in Tevere, perché le curve ed i distinti sono stati bruciati in un amen, il tempo di cominciare ed era già finita.

Però l’Olimpico è capiente, consente di crederci, di pensare d’esserci per poterla raccontare e dunque di sistemarsi in qualsiasi modo (persino in treno: agevolazioni che si rimediano attraverso il sito della Lega serie A).

Incontro. Si ricomincia con l’organizzazione, ci si vede a Roma in mattinata, appuntamento ufficiale per gli uomini preposti alla sicurezza – la Fiorentina schiera Maurizio Francini, il Napoli ha Luigi Cassano: ma guarda un po’, cognomi da calciatori – e sarò solo l’ennesimo incontro d’un protocollo che altri ne prevede, perché nulla va lasciato al caso, perché vada come vada sia un successo in un Olimpico tagliato in due, tagliandi (ovviamente) equamente divisi – ventinovemila a testa – una disponibilità per la Lega di cinquemila posti, due aree cuscinetto (uno tra la Montemario e i distinti; l’altro tra la Tevere e i distinti), un clima da rendere familiare, perché ci saranno gli uomini, le donne, i vecchi e pure i bambini, perché questa è una vetrina che non può essere macchiata.

In sintesi. Le voci di dentro hanno provveduto a far la stima più o meno prossima alla certezza, avendo i dati a portata di mano: cinquantamila biglietti sono già stati acquistati, divorati da quella febbre trasversale che ha attraversato l’Italia da Firenze a Napoli e viceversa; ciò che rimane, circa il dieci per cento della disponibilità, verrà sistemata con la stessa rapidità ch’è servita agli abbonati per poter fruire dell’opzione. Finirà con il pienone, perché son già tutti esauriti.

Fonte: Corriere dello Sport

Articolo modificato 22 Apr 2014 - 10:30

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Scritto da
redazione