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C’è una ragnatela nel sette sotto la curva B. C’è De Sanctis che si gira, e manda a quel paese il piccolo matador Callejon. C’è un cross, finalmente decente, dalla sinistra. C’è l’apertura di Mertens, c’è il recupero palla di Insigne. Insomma, cari amici, per dirla con un francesismo caro allo stesso Francesco Totti “V’amo purgato ancora”.

Sì perché la partita di stasera è stata tremendamente strana e appassionante allo stesso tempo. Confusionaria, difficile da interpretare, discontinua, cattiva: c’è tutto il calcio italiano nella sfida del San Paolo, quel calcio che – esclusa la Juve – vive di normalità e di livelli alti, per non dire a tratti altissimi. Azioni tramate alla grande, tacchi, dribbling da paura, scontri di gioco duri dove nessuno si sottrae: benvenuti in serie A.

La Roma bella e sfortunata se ne torna nella capitale con la seconda sconfitta in due apparizioni al San Paolo: zero reti realizzate e 4 subite. Mica male per la migliore difesa del campionato? Mica male per Rudy Garcia, che aveva risposto a tono al buon Reina, dicendo che gliene faceva tre in 15 minuti.

La Roma se ne torna con una buona prestazione, maè il Napoli, mai come stasera, ad assomigliare alla Lupa. Il fiato sul collo, adesso, ve lo mettiamo noi. E non importa come andrà a finire a Maggio. Stasera contava vincere. E l’abbiamo fatto.

Si sa, è la dura legge del gol. Quella ragnatela alle spalle di De Sanctis è stata rispolverata. Ci voleva…

Raffaele Nappi

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Scritto da
redazione