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De Magistris: “C’è necessità di chiudere a breve la transazione col Napoli per il San Paolo. Ho un buon rapporto con De Laurentiis”

L’orgoglio traspare tutto, ad ogni risposta. L’orgoglio di essere il sindaco di questa città, di saperla difendere ed esaltare, dedicandole il tempo del fare. Luigi De Magistris rappresenta il nuovo e la speranza per un popolo che si batte per la rinascita, perché la sua cultura sia più forte e possa sconfiggere il male che scuote, quotidianamente, il sociale. Lui, lavora in questa direzione, provando a responsabilizzare le coscienze della sua gente e aprendo a qualsiasi iniziativa, sport compreso, che possa elevare la qualità della vita sull’intero territorio.

Negli ultimi due anni, Napoli ha ospitato manifestazioni sportive di interesse internazionale, dalla coppa Davis alla coppa America; dalla partenza del Giro d’Italia alla riapertura dell’ippodromo di Agnano. E, adesso, la nazionale di calcio: un ritorno d’immagine straordinario per la città. Condivide, Sindaco?

«Il tema dello sport per questa Amministrazione è centrale, ci è servito per far conoscere alcuni risultati che abbiamo raggiunto, come la fine dell’emergenza rifiuti. L’immagine del lungomare liberato, con la Coppa America, ha sostituito quella pessima dei rifiuti. Napoli è perfetta per lo sport e per i giovani: siamo candidati per gli Europei di nuoto 2014. Vogliamo essere la città dello sport che è un modo per contrastare la camorra in termini di valore».

Ecco, la camorra, la malattia incurabile, radicata su tutto il territorio. Contro questo fenomeno violento s’è schierata anche la nazionale italiana che, ieri, si è allenata sul campo di Quarto, uno dei simboli della lotta sociale e sportiva: un’iniziativa lodevole, le pare?

«E’ un bene che la Nazionale si sia schierata anche a favore della Terra dei Fuochi e contro il razzismo».

A proposito di discriminazione territoriale e di Terra dei Fuochi: come si sente a dover rappresentare una città costantemente insultata negli stadi di mezza Italia?

«Io sono orgoglioso di essere meridionale. E non sarò mai un meridionale che si lamenta, abbiamo la dignità e le capacità per farcela da soli. Non siamo zavorra, per il Paese, ma una risorsa».

Il San Paolo, sindaco. Quante critiche per le sue condizioni non certo ideali per competere con le grandi strutture internazionali. Eppure, il Napoli è tra le realtà del calcio europeo, adesso. Ci sono i presupposti per ristrutturarlo?

«La struttura è bella, ma in sofferenza. L’ultimo incontro con De Laurentiis è stato molto importante, a fronte di altri più complicati. C’era stata una manifestazione di interesse ed un’offerta importante per un nuovo stadio a Ponticelli, progetto non andato a buon fine anche per il no deciso dello stesso De Laurentiis. Il nuovo San Paolo sarà dei cittadini. Quando parlo di azionariato popolare intendendo proprio questo, pur rispettando gli investimenti privati. Col Napoli dovremo definire immediatamente la transazione visto il credito che vanta il Comune nei confronti della società. Poi c’è la convenzione che scade a maggio 2014 e lì, nel rinnovo, dobbiamo inserire la costruzione del nuovo stadio. Non mi preoccupa la formula giuridica, perché quella la si trova. Bisogna garantire chi ha intenzione di investire sul San Paolo».

I suoi rapporti con De Laurentiis?

«Buoni, siamo personalità forti con caratteri difficili. Non sono mancati momenti di tensione e di difficoltà. Io non mi spavento affatto se lui dice che va a giocare a Caserta, so difendere il mio ruolo».

Parliamo di calcio giocato, adesso. Venerdì ci sarà Roma-Napoli, un vero e proprio scontro diretto che potrebbe staccare il Napoli in testa alla classifica in caso di vittoria: lei è dalla parte degli ottimisti?

«Sono contento per questi due club, tra l’altro sono anche amico del sindaco, Marino. Diamo una bella immagine di questo sud. La squadra ha una mentalità vincente, che gli trasmesso Benitez, non dovrà accontentarsi del pari, dovrà andare lì per vincere».

Quanto le piacerebbe essere ricordato come il sindaco del terzo scudetto?

«Mi lasci essere scaramantico, anche se nel mio primo anno di mandato il Napoli ha vinto la coppa Italia; nel secondo è arrivato in Champions League…».

Ecco, appunto, ed ora? Il terzo scudetto ci starebbe tutto, le pare?

«Questo lo sta dicendo lei!».

FONTE: Gazzetta dello Sport

Articolo modificato 15 Ott 2013 - 09:52