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Raùl Albiol, nuovo leader del Napoli, l’unico “indispensabile”?

Se a partire dalla tre-quarti in poi, il Napoli possiede un patrimonio inestimabile di fuoriclasse e campioni, vedi Higuaìn, Callejòn, Insigne, Pandev, Mertens e Hamsik, che, come re Mida, trasformano tutto ciò che toccano (nel loro caso il pallone) in oro, nel reparto difensivo, invece, l’unico e solo giocatore, che consente di mantenere in equilibrio la linea a 4 della difesa azzurra o in mimetica, è sicuramente Raùl Albiol. Il ventottenne difensore centrale della Roja ed ex del Valencia, del Getafe e del Real Madrid è giunto ai piedi del Vesuvio, per ricoprire il ruolo di un maestro sicuro e autorevole, dovendo insegnare ai suoi allievi tutte le conoscenze assimilate presso l’università del calcio spagnolo di Madrid. Il suo compito è quello di gestire la difesa del Napoli, trasmettendo compattezza e lucidità attraverso le sue straordinarie qualità.

CARATTERISTICHE TECNICHE. Il numero 33 del Napoli ha fatto notare la sua possente stazza fisica e i suoi 190 centimetri di altezza, considerati i pezzi pregiati del suo repertorio, che rendono invalicabile il passaggio degli attaccanti avversari dietro di lui e che, soprattutto, conferiscono una copiosa dose di sicurezza e compattezza agli altri compagni di reparto, che possono solo crescere e imparare da questi insegnamenti di alta scuola. Ma Albiol non è soltanto questo: il difensore centrale del Napoli è abilissimo nel gioco aereo e nella marcatura a zona. Nel primo in chiave difensiva diventa una muraglia, per respingere qualsiasi cross o lancio lungo delle squadre nemiche, che si presentano nella zona di sua competenza, mentre in chiave offensiva diventa un’arma in più da sfruttare in una situazione di calcio piazzato, come un calcio d’angolo o una punizione; nel secondo, invece, rende difficile il lavoro dell’attaccante avversario da marcare grazie all’incessante pressing e corsa, che caratterizza tutta la squadra, in modo da non concedere spazi e giocate, che possono diventare molto pericolose. In ultimis, una qualità fondamentale del nuovo leader difensivo del Napoli è la duttilità: infatti, può giocare non solo come difensore centrale, ma anche come terzino o centrocampista davanti alla difesa.

RENDIMENTO. Nelle prime tre partite di campionato, il nuovo leader della difesa partenopea ha dimostrato di saper svolgere i compiti, che richiedono delle grandi responsabilità: non è semplice gestire una difesa come quella del Napoli, che ha scricchiolato nei campionati precedenti. In queste prime tre uscite gli unici scricchiolii si sono verificati nel primo tempo della seconda giornata, a Verona contro il Chievo, che per fortuna non hanno avuto gravi conseguenze, per quanto concerne il risultato finale. Nelle due partite giocate in casa, invece, contro il Bologna, gli azzurri non hanno riscontrato alcuna difficoltà, merito di un buon lavoro dell’allenatore e dei suoi giocatori, mentre contro l’Atalanta c’è stato qualche spavento, provocato, in particolare nei primi 45 minuti dall’ex di turno, el Tanque Denis. Tuttavia, almeno al San Paolo, la porta del Napoli resta ancora inviolata: Chissà se sarà così anche Mercoledì prossimo, nella tanto attesa partita di Champions contro il Borussia Dortmund. Un esame davvero difficile, che la difesa azzurra, capeggiata da Albiol, dovrà dare.

Articolo modificato 16 Set 2013 - 16:59

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Scritto da
redazione