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Capita a fagiolo una “prima” da urlo per cominciar subito a mettere in chiaro di che pasta è fatto questo Napoli. Che non siano tortellini, quelli bolognesi, è la speranza del tifo partenopeo, ansioso di assistere alla prima gara ufficiale con tante certezze e pochi dubbi. Senza dimenticare che i felsinei, nella scorsa stagione, sono stati i giustizieri degli azzurri in Coppa Italia, e, qualche settimana prima, in campionato, al San Paolo, proprio in una gara serale come lo sarà domani sera. Quella gara costrinse il Napoli ad una brusca frenata, portandosi al terzo posto, in coabitazione con la Lazio, ad otto punti dalla Juve, già col passo da tricolore, lasciando terreno alle inseguitrici e sfaldando pericolosamente una potere emotivo che era una spinta determinante per la squadra di Mazzarri.

La gara si mise sin da subito su binari complicati, grazie al gol di Gabbiadini al 10′, che sfrutta una indecisione della difesa per insaccare a pochi passi da De Sanctis. Un altro gol dei rossoblu, con Gilardino, venne annullato ingiustamente, lanciando così un segnale agli azzurri, che furono in grado di raddrizzare la gara, forse ingiustamente, al 5′ della ripresa, con l’ex Gamberini, bravo ad intervenire su di un cross di Insigne. La rete del pareggio spinse gli azzurri ad insistere col piede sull’acceleratore, ed ancora il folletto Insigne disegna una parabola perfetta per la testa di Cavani, che fulmina Agliardi a pochi metri. 2-1, e palla al centro, il Napoli punta a fare bottino pieno, senza indugiare contro un avversario modesto, anche se pungente e pericoloso, con uomini in grado di cambiare il match. Dopo una gestione sconsiderata, che più volte portò il Napoli vicino al 3-1, il Bologna, nei minuti finali, trovò dapprima un eurogol di Kone, che al 44′ si permise il lusso di segnare in sforbiciata dal limite dell’area, un gol da cineteca che resterà uno dei più belli della scorsa stagione, non rimanendo l’unico che una squadra avversaria degli azzurri ebbe la fortuna di segnare, designando il Napoli come vittima sacrificale quando si trattò di giustiziarla con gol spettacolari. Dopo il danno, come spesso accade, arrivò la beffa, un gol in mischia di Portanova, ex azzurro, che di testa siglò un clamoroso 2-3 che lasciò di stucco tifosi e giocatori stessi. Cose che possono capitare in questo spietato mondo del calcio, dove sei condannato a chiudere il match se non voi rischiare di cadere vittima delle tue indecisioni e della cattiva sorte, anche se gli azzurri, nella prima frazione, furono aiutati dall’errore arbitrale relativo al fuorigioco fischiato sul gol di Gilardino.

La sorte avversa si è ripresentata, senza ritegno, qualche giorno dopo in Coppa Italia, nel remake di campionato. Questa volta le due squadre, imbottite di giovani, cercarono di mettere in vetrina qualche ragazzo più che pensare di concretizzare sin da subito. Gli azzurri si portarono in vantaggio col solito Cavani, bravo di tesa a deviare un corner. Dopo una prima frazione e buona parte della secondo in balia del gioco degli azzurri, il Bologna pervenne al pareggio grazie ad una rete di Pasquato, abile a calciare in porta, trovando lo spiraglio tra le gambe di un incolpevole De Sanctis. Dopo la rete dei felsinei, una serie sproporzionata di palle gol sprecate dagli azzurri (tra cui un palo a dir poco clamoroso di Pandev) fecero da apripista per l’ennesima prodezza del trequartista albanese naturalizzato greco Kone, che questa volta indovinò l’angolo alla sinistra dell’estremo difensore azzurro, con un preciso calcio di interno destro, che al 91′ si fa nuovamente beffa del San Paolo, questa volta regalando la qualificazione al turno successivo di Coppa. Una brutta botta, la seconda dopo quella in campionato, che aprirono una piccola polemica relativa all’incapacità di contrapporsi agli schemi di mister pioli, che per qualche giorno divenne un guru, al punto da pensare di bloccarlo per la prossima stagione per sostituire uno “svuotato” Mazzarri; le solite chiacchiere da bar.

La verità è che il Bologna era ed è un squadra gagliarda e focalizzata sullo spirito del proprio tecnico, uomo navigato e dalla grande esperienza, capace di decidere addirittura la strategie di mercato della squadra rossoblu, guidando il mercato e mettendo in chiaro che gli uomini di punta, uno su tutti Diamanti, sarebbero dovuti restare per confermarsi ai buoni livelli della scorsa stagione. Anno nuovo, vecchie bestie nere, ma questa volta non c’è timore che tenga, il progetto non prevede soste a cominciare da subito, la nave Benitez non ammette che qualcuno si contrapponga alla necessità di partire forte si da subito, senza incappare nel pericoloso vortice dei ricordi, in grado di scoraggiare e di portare alla mente antichi limiti. Addio agli errori del passato, che siano benvenute le vittorie ad ogni costo, anche se dovessero etichettarti come “brutti e vincenti“, purché si vinca.

 

Di seguito le immagini relative alla gara di campionato persa dagli azzurri per 2-3 e la successiva gara di Coppa Italia, dove il Napoli abdicò per 1-2:

Articolo modificato 24 Ago 2013 - 19:11

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Scritto da
redazione