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Nela: “Napoli, quante differenze tra Benitez e Mazzarri! La difesa a 4 è più affidabile”

Sebino Nela, ex difensore del Napoli, oggi commentatore Mediaset, ha osservato attentamente la partita con il Galatasaray per cogliere le sfumature tra il Napoli di Mazzarri e quello targato Benitez. «A dire il vero, non ho notato grandi differenze a livello pratico. A livello teorico, invece, ci sono dei meccanismi differenti che andranno perfezionati». La squadra non ha ancora assimilato le idee del nuovo tecnico? «Non è facile dimenticare del tutto quei movimenti in mezzo al campo, mi sarei meravigliato se in così poco tempo la squadra avesse assorbito totalmente le nuove teorie: è come se i giocatori dovessero disintossicarsi da un certo tipo di gioco». Il riferimento è all’impostazione tattica? «Con Mazzarri difendevano tutti e si ripartiva, con Benitez sono essenzialmente i tre trequartisti a portare il pressing alto e a cercare di mettere in moto l’attaccante di turno. Il segreto è tutto nella circolazione veloce della palla. La fase difensiva viene fatta in una zona di campo più avanzata. Altra diversità: prima Cavani rientrava anche in difesa, ora questo tipo di lavoro peserà sugli esterni». Differenze tra la difesa a tre e quella a quattro? «Quasi tutti giocano a quattro, in campo europeo offre maggiori garanzie. Con questo assetto, il Napoli mi è sembrato abbastanza affiatato». I nuovi acquisti? «Bene Rafael, è molto affidabile ma davanti a lui ci sarà un portiere ancora più affidabile, Reina. Mertens è un elemento interessantissimo, possiede grandi numeri. Callejon l’ho visto spaesato: un conto è giocare gli ultimi quindici minuti nel Real, un altro è andare in campo dall’inizio e fare la differenza». Insigne, Pandev e Hamsik: cambierà il loro modo di giocare? «Sì, Marek è super, sa fare tutto. Pandev può arretrare a fare uno dei due esterni, da Insigne mi aspetto la definitiva consacrazione ora che può partire titolare». Se arriva un altro attaccante, cambia ovviamente il modulo. «Si potrebbe passare al 4-4-1-1». Lascia perplessi il fatto che in ritiro sia stato fatto poco lavoro sulla resistenza e sul fondo. «Il Napoli ha lavorato sulla palla, come fanno in Inghilterra. Ho fiducia in questa nuova metodologia introdotta da Benitez».

Fonte: Il Mattino

Articolo modificato 31 Lug 2013 - 11:10

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Scritto da
redazione