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Questa mattina a Dimaro, il trequartista azzurro Goran Pandev ha parlato in una conferenza stampa tanto interessante quanto intensa. Sono stati toccati diversi punti, che a questo punto della stagione, danno un senso al lavoro, alle impressioni e alle aspettative che ruotano attorno al Napoli 2013-2014.

La maturità del campione – Durante la chiacchierata con la stampa, il talentuoso numero 19 azzurro ha detto: “Non mi sono mai tirato indietro quando ho avuto qualche acciacco, e questo mi ha rallentato molto. Adesso ho capito, dovrò cedere il testimone quando non starò bene”. Parole che escono dalla bocca di un giocatore che nella sua carriera ha vinto tutto, che ha avuto, più volte, la forza di rimettersi in gioco e di imporre le proprie qualità. A Napoli non arrivò al massimo ma Walter Mazzarri riuscì a tirarlo a lucido. Però, qualche battibecco, tra i due, c’è stato. Qualche sostituzione o panchina di troppo, la causa dei litigi. Ma alla base di tutto c’era qualche infortunio e la troppa voglia di giocare, a prescindere dagli acciacchi, del calciatore macedone. Sempre e comunque. Ora no. Ora Goran Pandev è riuscito a salire quell’ultimo gradino per diventare un Campione fondamentale per questo Napoli. Ha compreso i suoi limiti, li ha accettati e darà l’esempio ai propri compagni. Quello di un giocatore che nella sua vita professionale ha alzato tantissimi trofei al cielo ma che, ad oggi, mette la squadra in primo piano. Annullando ogni tipo di personalismo. Un leader dal quale la squadra di Rafa Benitez non può prescindere, un leader nato e finalmente maturato. Che ora, anche con la partenza di Cavani, può essere il punto di riferimento dello spogliatoio partenopeo.

Raffaele Cozzolino

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Articolo modificato 21 Lug 2013 - 17:37

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Scritto da
redazione