Datemi+David+Luiz
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Ore mi metto a fare i capricciosi, a stampare le caccole del naso sui mureggi del cucino, ora mi dovete picchiare in consecutio per 4 eclisse e 5 aurori boreali. Ho pensate di fare stolking al Presidio Aureliano, magare lo farò oggette di sevizie verbose e piadinamenti con il mezzo califfone a lui tante caro per le scomparse milanesi.

Deve comprare David Luiz, i suoi riccie tipologia telespalla Bob, il sue eloquie così tentennante sotto i fumogeni alcolisti. Invite il patronato a svuotare il saccoccio, a mettere sullo scrivano chiavi, fazzolette incrostate e ultime spicciolanze,l’acquiste del portoghese dedito al Porto s’ha da fare.

Portatemelo al S.Paulo, perchè così lui ne farà appellanza, portatemelo sotto il curvo mentre fa diluvieggio, voglio il segrete del suo capello repellente all’acqueggio. Voglie David Luiz, o farò petizioni, insurrezionismi di prima classe, scaverò fossati sul mantoso, dirò parolacce mentre Papa Francesco fa benedicenze all’undicesimo azzurre. Compratemi l’alcolista, farò fratellanze birresche, insieme scrivereme la quarta vita di Pessoa.

Dateme il blues,e intenedetelo come volete, come musicanza o maglio, meglio tutti e due. David ti aspette, inviterò tutte il popolame a fare appellanza. Intante nell’ansiogeno dell’attesa mi scolo due prosecchi, in tua ricordanza e in tua accoglienza.

Carlo Lettera
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Articolo modificato 1 Giu 2013 - 15:29

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Scritto da
redazione