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L’ultima “Primavera azzurra” nella San Siro rossonera

Milan – Napoli, e San Siro non sembra piacere molto ai partenopei, soprattutto la San Siro rossonera. Pare infatti diventato una specie di tabù, il Meazza milanista, dove gli azzurri non vincono dai tempi di Maradona, e non quelli degli scudetti, ma prima, nell’ormai lontano ’86.

A conti fatti, da 27 anni la compagine campana, in trasferta contro il “Diavolo” non conquista la posta piena. C’era ancora il campionato a due punti quando Giordano e Maradona si fecero beffa del Milan targato Nils Liedholm, allora reduce da due sconfitte consecutive e da una stagione a tratti deludente. Mentre il Napoli, quello, era una squadra ormai pronta per il titolo, come poi sarebbe stato dimostrato nella stagione successiva, quando gli azzurri avrebbero portato all’ombra del Vesuvio il primo scudetto della loro storia.

Il Milan del “Barone”, in quella calda domenica primaverile, aveva le batterie scariche. Di fronte, invece, un Napoli col piglio indomito e astuto della squadra matura e intelligente, tatticamente ben schierata e con gli uomini giusti nel posto giusto. Cattiveria agonistica e fame di vittoria. Tutti gli ingredienti per primeggiare in quel calcio italiano che allora, più di oggi, prediligeva tatticismi e forzature un po’ “militaresche” all’estro ribelle e geniale dei sudamericani che, nel Napoli, vedere Maradona, stava poco a poco preparando la strada per l’arrivo di quelli che sarebbero stati i campioni necessari a trasformare la formazione competitiva anche in Europa.

In quella bella domenica di Milan – Napoli, con lo stadio ricolmo di tifosi azzurri, napoletani e non, nella Milano da bere in parte già bevuta, il “Ciuccio” dei grandi lavori in corso consegnava al Milan il copione di una bella lezione di calcio, corredata dal folklore vecchia maniera sugli spalti e dalle chiare avvisaglie che ormai il Napoli era attrezzato per guadagnarsi le glorie dell’annata successive.

 In campo, il Milan schierava ben quattro punte, tra queste Paolo Rossi, mentre l’atteggiamento del Napoli sembrava più prudente, almeno fino al punto in cui Giordano infilò la porta rossonera e Maradona, con una delle sue tipiche giocate nello stretto, in mezzo a tre difensori del Milan, chiuse la partita con un tiro dal limite che s’infila nell’angolino basso. Il Milan si riversò in attacco, ma la rimonta non riuscì e la partita terminò 2 a 1 per gli azzurri, l’ultima vittoria in campionato del Napoli, sul campo dei diavoli rossoneri.

Dopo quella gara, fu l’inizio della lunga rivalità con il Milan, durata negli anni degli scudetti discussi e perduti, rincorsi e conquistati, delle polemiche e delle rivalse. I tifosi dalla memoria buona, non possono fare a meno di ricordare che la grande rivale del Napoli, negli anni dei successi partenopei, è stata il Milan di Sacchi.

In quella vittoria per 2 a 1, l’ultima fatta registrare in trasferta, correva l’anno 1986, e, in particolare, era il mese di aprile, periodo che al Napoli spesso ha ben portato.

 

Sebastiano Di Paolo    

Articolo modificato 12 Apr 2013 - 18:25

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Scritto da
redazione