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Quando undici metri diventano un problema. Continua il difficile rapporto tra gli azzurri ed il dischetto

Quello di Hamsik all’Olimpico di Torino è stato solo l’ultimo di una serie di errori dal dischetto, ormai diventati una dolentissima nota del Napoli targato De Laurentiis. Tanti, troppi errori che in certe circostanze sono costati punti preziosissimi.
Ma tradotto in fredde cifre, quanti sono stati gli errori e da chi sono stati commessi, da quando il Napoli ha rimesso piede in Serie A?
Dal 2007-2008 fino alla stagione tuttora in corso il Napoli ha beneficiato di 43 tiri dal dischetto, con 25 realizzazioni e ben 18 errori, con una percentuale che si attesta sul 58,15%; vale a dire che il Napoli sbaglia sistematicamente,  più o meno, quattro rigori su dieci, una media davvero altissima a prescindere dalle conseguenze che tali errori provocano.


A guidare la classifica azzurra dei più “precisi” è Lavezzi con il 100% di realizzazioni, ma questa statistica va però presa con beneficio d’inventario, essendosi presentato solo in una circostanza dagli undici metri e segnando, in occasione di Napoli v Cagliari 6-3 della stagione 2011-2012. Con lo stesso criterio andrebbero valutati gli 0% di realizzazione che accompagno la storia azzurra di altri tre rigoristi “di circostanza”, chiamati in causa solo una volta all’appuntamento di “rigore” ma bucato clamorosamente: parliamo di Calaiò, che fallì l’unica possibilità, che peraltro si “autoconcesse”, contro la Reggina nella  stagione 2007-2008; un errore che compromise le possibilità di vittoria e mandò su tutte le furie Reja che, a seguito dell’episodio, fece multare l’attaccante per insubordinazione e lo relegò ai margini della squadra; di Zalayeta che nella stessa stagione si fece parare un rigore da Julio Cesar, nella vittoria per 1-0 contro l’Inter; di Quagliarella, ipnotizzato da Frey in occasione di Fiorentina v Napoli 0-1 del 2009-2010.

Esclusi i tiratori di “circostanza” possiamo prendere in esame i rigoristi più abituali,  tra i quali emerge il nome di Maurizio Domizzi tra i “cecchini” più affidabili in maglia azzurra: per l’ex-centrale romano, 6 realizzazioni su 7 tentativi, con una percentuale più che dignitosa del 85,71%. A seguire, il “Matador” Cavani che, numericamente parlando,  non impressiona quando si tratta di presentarsi sul dischetto: per l’uruguaiano solo 12 segnature su 19 tentativi, per una percentuale che si attesta sul 63,16%. Ancor meno sfavillante è la percentuale di Marek Hamsik che, con 6 trasformazioni su 13 tentativi, ferma la sua percentuale sul 46,15%: in pratica meno della metà; un dato troppo poco edificante per un giocatore del suo tasso tecnico.

18 errori su rigore, cioè un potenziale di 18 reti dilapidato, un potenziale che avrebbe potuto fruttare al Napoli molti più punti di quanti ne abbia poi materialmente messi in cascina. Un problema a cui si dovrebbe porre una forma di rimedio, beninteso che tutti possono sbagliare, ma sarebbe comunque opportuno limare quei cali di concentrazione e di lucidità che purtroppo si trasformano in errori banali come quello di Hamsik a Torino o quello di Cavani a Verona. C’è chi ha vinto un Mondiale sfruttando i rigori, chi ha vinto una Champions e chi l’ha persa. Napoli, che serva di lezione!

RIEPILOGO GENERALE
(campionati dal 2007-2008 ad oggi)
NAPOLI:
43 rigori (25 segnati – 18 sbagliati)
60,47%

DOMIZZI (6 su 7): 85,71%
CAVANI (12 su 19): 63,16%
HAMSIK (6 su 13): 46,15 %

ALTRI
LAVEZZI (1 su 1) 100%
CALAIO’ (0 su 1) 0%
ZALAYETA (0 su 1) o%
QUAGLIARELLA (0 su 1) 0%

Articolo modificato 3 Apr 2013 - 19:23