Una+sorpresa+allo+Stadio+Collana
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Non si può mai dire quando qualcosa ci sorprenderà, sabato scorso è stata la mia prima volta allo stadio Collana per seguire le ragazze del Napoli Carpisa Yamamay, e sono rimasto sorpreso.
Arrivato intorno alle 14.30, mi sono accomodato accanto ai due colleghi di Spazio Napoli, Luciana e Antonio sotto un bel sole che illuminava il pomeriggio e dopo tanti giorni di freddo e pioggia la sua compagnia non poteva essere più gradita. In campo le squadre stavano già effettuando il riscaldamento mentre sugli spalti cominciava ad affluire il pubblico. Lo stadio Collana non è il San Paolo, ma ha un suo fascino ricco di storia, ricordi ed eventi legati al calcio e non solo, ed è una cornice perfetta per lo spettacolo che si apprestava ad iniziare. Un piccolo gruppo di tifosi con bandiere, trombette, fumogeni, un megafono e tanto tanto fiato, scandisce la colonna sonora del pomeriggio, riempiendo l’aria di suoni, urla, incitamenti e canzoni e finalmente l’arbitro fischia il calcio d’inizio.

La squadra del Napoli è compatta, aggressiva, si muove davvero bene guidata dal suo coach a bordo campo in maniera discreta ma evidentemente molto incisiva; le ragazze in campo cercano di fare gioco in qualunque fase della gara lottano e spendono ogni goccia della loro energia sul rettangolo verde, e le azioni si susseguono nel primo tempo anche se il Firenze bada solo a difendersi, e un pò per sfortuna e pò per imprecisione si va al riposo 0-0. Sugli spalti un pò si chiacchiera della partita, un pò dell’altro Napoli che ha smarrito la strada della vittoria, ci sono diversi bambini che giocano sfruttando i grandi spazi su questi spalti concepiti in un’altra epoca in cui gli stadi non erano figli dell’esigenza di concentrare tanti posti in poco spazio perchè ogni posto vale tot euro e dopo pochi minuti ecco di nuovo le squadre in campo.

Il copione è lo stesso, Napoli all’attacco, Firenze in difesa, comincia qualche cambio, le azzurre producono ancora occasioni ma la palla sembra non voler entrare e poi a un certo punto si infortuna il capitano Pirone, e lo stadio ammutolisce, qualcuno impreca per la sfortuna, mentre la ragazza è portata fuori dal campo per provare a medicarla, ma proprio in quel momento un lungo lancio pesca la numero 9 Giacinti che si invola verso la porta, conclude a rete ma il portiere la tocca, io senza rendermente conto sto già urlando Gooool nell’istante in cui mi rendo conto che il portiere potrebbe averla fermata, ma è un attimo, la palla scivola oltre l’estremo difensore gigliato e la palla è in fondo al sacco.
L’urlo è liberatorio, la tensione si scioglie in un applauso alla capitana che lascia il campo portata fuori a braccio, mentre le squadre si ridispongono in campo per riprendere il gioco.

A differenza dell’altro Napoli, queste ragazze sull’1-0 non si fermano, continuano a correre e macinare gioco cercando di chiudere la partita, dopo qualche minuto però c’è di nuovo apprensione sugli spalti, una ragazza è a terra e sembra svenuta, non sembra riprendersi e arriva subito l’ambulanza, è proprio la marcatrice di giornata a essere in difficoltà per qualche ragione, sulla barella però la vediamo muovere il capo e un pò ci sentiamo sollevati e mentre viene caricata in ambulanza, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con la coda dell’occhio vediamo la Giuliano realizzare il secondo golo con una deviazione volante che ci ricorda un gol di Mancini di qualche anno fa.

Ancora un grido e un lungo applauso, il Napoli controlla e la tartaruga mascotte ha l’incauta idea di portarsi davanti ai nostri spalti, dove due bimbetti di 4 o 5 anni cominciano a chiamarla “tartarugaaaaa, tartarugaaaa” per farsi salutare e da lì in avanti la tartaruga è spacciata, prova a spostarsi, ma i bimbi la inseguono correndo sugli spalti e gridanda ancora “tartarugaaaa”, pochi minuti e l’arbitro viene in soccorso della mascotte fischiando la fine della gara.

Applausi per tutti e nell’animo una strana soddisfazione, mi sono sentito improvvisamente riconciliato con il calcio, quello vero, lontano dalle polemiche televisive, dalle esasperazioni di certi personaggi, ma vicino alla dimensione più sincera di questo sport, quella del gioco. Non perchè non sia importante vincere, anzi, ma perchè la sfida tra le squadre si propone nella sua essenza, senza i tanti fronzoli dello showbiz che per certi versi hanno rovinato il calcio moderno.

Non posso quindi non rivolgere a tutti gli appassionati di calcio e di Napoli l’invito a informarsi su questa squadra che tanto orgoglio mette in campo ogni settimana nell’onorare i suoi colori e la città tutta, e a venire allo stadio a tifare per loro, il sabato pomeriggio (che tanto il Napoli non gioca in contemporanea) e godersi lo spettacolo, sostenendo questa splendida realtà sportiva napoletana.

Andrea Iovene

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Articolo modificato 20 Mar 2013 - 07:37

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Scritto da
redazione