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Quando si parla di Napoli – Juventus, almeno da parte azzurra non si può che pensare ad Alessandro Renica. Ex giocatore del Napoli, quando ancora esisteva il ruolo del Libero nel calcio, lui era il Libero del Napoli dei grandi successi a cavallo tra gli anni 80′ e 90′.
Un signor Libero come molti ricordano, tra i migliori della sua generazione e sicuramente una delle armi vincenti del Napoli vincitore del doppio scudetto e della Coppa Uefa, che infondo non era solo Maradona, Giordano e Careca.
Renica in azzurro ha giocato dal 1985 al 1991, disputando 136 partite e 10 gol in serie A. Per chi gioca nelle retrovie si sa i gol sono pochi e i 10 gol in 7 anni di Napoli ci stanno tutti, ma 2 di questi dieci gol Renica li ha siglati alla Juventus, a questi si deve aggiungere un terzo siglato ai bianconeri ,quello che lui stesso definisce “il più bello della mia carriera”, il gol decisivo nei quarti di finale della Coppa Uefa del 89′.
Tra ricordi del Napoli che fù e considerazioni sul Napoli di oggi e della sfida alla Juventus, Renica – oggi allenatore  del Trissino Valdagnano in serie D – ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino, della quale vi riportiamo di seguito le parole.

All’andata il Napoli aveva perso per 2-0.
Ritorno al San Paolo con 90mila spettatori. Alla fine del primo tempo avevamo annullato lo svantaggio con Carnevale e un rigore di Diego. Secondo tempo e supplementari sempre nella loro area, ma la palla non voleva entrare. Guardai il tabellone, mancava un minuto, eravamo tutti in avanti. Azione confusa, palla comunque a Careca che crossa. Non chiedetemi perché mi trovassi al centro dell’area in posizione di centravanti, non l’ho mai saputo. Chiudo gli occhi e schiaccio di testa in tuffo. Resto a terra e capisco di aver fatto gol dall’urlo del pubblico”.
Come giudica il rendimento della difesa azzurra?
Aveva cominciato molto bene, trovando una solidità difensiva che poi è stata smarrita nell’ultimo periodo. Anche se non ha fatto gol, il Napoli comunque non ne ha subiti nelle ultime due gare, mi auguro che sia il segnale di una ritrovata e necessaria compattezza. È quello che ci vuole contro i bianconeri”.
In Europa League s’è notato un calo fisico notevole, d’accordo?
“Il discorso qualificazione è finito al San Paolo, il match di ritorno non fa testo, forse la testa era altrove e così si spiegherebbe la brutta prestazione. Comunque il Napoli è sembrato svogliato, forse stanco, è probabile che sia subentrata una flessione”.
Sensazioni dopo aver visto la partita di Udine?
Ho visto più d’un miglioramento rispetto alla settimana precedente, un Napoli diverso con maggiori idee e più freschezza. Questo mi fa ben sperare”.
Per puntare allo scudetto, forse agli azzurri difetta quella mentalità vincente che invece aveva il suo Napoli dei trionfi?
“Non credo che si tratti di un problema di mentalità, tutto sommato sono già 3-4 anni che la squadra azzurra viaggia nelle zone alte della classifica. La Juve ha un vantaggio secondo me: l’allenatore e il gruppo sono una cosa sola, la loro compattezza è fuori discussione”.

Fonte: Il Mattino

Articolo modificato 1 Mar 2013 - 10:10

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Scritto da
redazione