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Accade, in certi momenti della vita di ognuno, che il desiderio sia perfettamente spaccato a metà tra due scelte che ci troviamo davanti. E non è facile posare lo sguardo, difficile rinunciare a qualcosa per ottenerne con più faciltà un’altra. Avere due donne e scegliere, con il rimorso perpetuo di aver compiuto la scelta errata, di aver sbagliato il passo, di dover poi vivere nell’inferno di chi non ha osato, di chi non ha avuto il coraggio di possederle entrambi.

Questo è il tipo di pensiero che prima, durante e dopo la partita di Europa League, ha aggredito i cervelli dei tifosi. Una sorta di novello dubbio amletico, di dolore della scelta. Certo perdere così fa male, anzi, malissimo, ma che la sconfitta sia caduta nella sera di coppa ci salva almeno un quarto di fegato e metà del cuore.

Chi di noi non ha pensato al secondo gol dei cechi “Meglio così, queste partite e i viaggi annessi portano via tantissime energie, meglio uscire per concentrarci interamente sul campionato. Già tremavamo al pensiero di dover schierare i campioni giovedì prossimo, spremerli chissà quanto e poi dover giocare lunedì ad Udine, e poi venerdì con la Juventus.

Non voglio dire che il tifoso ha gioito, anzi, è nero; semplicemente credo di aver riportato il pensiero fugace che ha attraversato la mente delusa, il pensiero che ha voluto rendere la disfatta di ieri meno dura.

La verità è che ad ogni sconfitta l’essere umano deve trovare una giustificazione che gli eviti la pazzìa, e noi, con questi pensieri, l’abbiamo trovata.

Carlo Lettera
Riproduzione riservata

Articolo modificato 15 Feb 2013 - 12:07

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Scritto da
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