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Che andamento avrà il big-match di domenica? Quale squadra prevarrà nel possesso? Chi saranno i giocatori chiave, quelli decisivi? A queste domande è difficile rispondere, ma si può provare ad analizzare il momento tecnico delle due squadre, che dal punto di vista dei risultati stanno vivendo situazioni quasi opposte.

L’Inter di Strama ha in un certo senso accusato l’ubriacatura dello splendido 1-3 di Torino. Da quel 3 novembre è infatti arrivata una sola vittoria, peraltro fortunosa, in casa contro il Palermo domenica scorsa. Per il resto, tre sconfitte esterne (Kazan in Europa League, Bergamo e Parma in campionato) con tre prestazioni preoccupanti e due pareggi casalinghi con Cagliari e il modesto Neftchi Baku. Insomma, a prima vista, una squadra in crisi. Ma, limitando l’analisi solo al campionato, dove i nerazzurri hanno schierato sempre il miglior undici possibile, va concessa l’attenuante dell’assenza di Cassano, la scintilla del tridente offensivo. Senza di lui nelle ultime due partite l’Inter non ha segnato (se si esclude l’autogol di Garcia del Palermo) e sia Palacio che Milito hanno ricevuto poche palle giocabili, dimostrando che la visione di gioco e la classe del barese, nonostante passino gli anni, fanno sempre la differenza. Quindi, la peggior notizia per il Napoli è il suo ritorno in campo proprio domenica sera dopo la squalifica di due giornate.

Dall’altro canto, gli azzurri stanno macinando punti con ottima continuità, e se in casa contro il Milan non fosse avvenuto quel porcellum tattico con conseguente rimonta rossonera, ora staremmo parlando di quattro vittorie consecutive. Certo, direte voi, contro avversari non irresistibili (Genoa, Cagliari e Pescara), ma la tenuta mentale mostrata in particolare contro le due rossoblu è una chiara dimostrazione che la squadra è convinta di quello che fa e, soprattutto, è in sintonia con i dettami dell’allenatore. La truppa azzurra arriva a Milano con le idee chiare e con un undici quasi già delineato: in difesa la fisicità di Britos in questo momento viene preferita alla qualità palla al piede di Campagnaro (che però contro il PSV ha mostrato di essere in ripresa). A centrocampo il consolidato duo Behrami-Inler se la vedrà con gli altrettanto rodati Gargano-Cambiasso, una sfida tutta fatta di contrasti e di forza fisica. Le nostre guardie svizzere sembrano in ottima forma fisica ed il loro compito sarà quello di chiudere le linee di passaggio avversarie per evitare che vengano serviti con continuità Palacio e soprattutto Cassano. Il talento di Bari Vecchia agirà come suo solito sulla sinistra, pronto a rientrare sul destro e a creare pericoli. Su di lui quindi ci saranno a turno Gamberini, uomo molto affidabile nella marcatura uno contro uno, e Maggio o Mesto. Il ballottaggio tra i due sarà il più acceso, perché il nostro numero 11 vive un momento a dir poco appannato, mentre l’ex Genoa garantisce più continuità. Inoltre, su quella fascia ci sarà anche il peperino Nagatomo, che se in giornata è difficilmente contenibile. Perciò, la scelta sarà di quelle importanti. Sull’altra corsia, il duello Zanetti-Zuniga promette scintille: il colombiano ha la capacità di contenere la prorompenza del quasi 40enne capitano nerazzurro ma anche quella di poterlo mettere in difficoltà palla al piede. ZuZù, dopo l’infortunio muscolare di un mesetto fa, non vive il suo miglior momento ma sembra migliorare partita dopo partita. Ma il Napoli non dovrà solo pensare a contenere la grande forza offensiva nerazzurra. In tal senso, il tridente Hamsik-Insigne-Cavani si scontrerà con il trio difensivo Ranocchia-Silvestre-Juan Jesus. L’assenza di Samuel per squalifica è di quelle pesanti, perché Strama aveva trovato un equilibrio consolidato con il numero 25 come perno basso. Silvestre invece sin dal precampionato non ha mai convinto perché troppo lento e disattento in marcatura, mentre Ranocchia sta vivendo un momento eccezionale ed è quasi insuperabile.

L’uomo chiave, speriamo, sarà Hamsik. E’ lui che dovrà creare la superiorità a centrocampo, dove il Napoli, se sarà bravo, potrà contare su un 5 vs 4. Infatti, di norma, nessuno del tridente nerazzurro torna a coprire più dietro del centrocampo, e quindi in fase di possesso sarà fondamentale superare il primo pressing dell’attacco nerazzurro. Superato quello, il Napoli potrebbe trovarsi costantemente in superiorità numerica, grazie anche all’apporto degli esterni, che dovranno essere sempre pronti ad appoggiare l’azione e a partire in profondità. Se Maggio (o Mesto) e Zuniga faranno ciò, al centro del centrocampo ci potrebbe essere un 3 vs 2 dove proprio la qualità di Marek andrebbe a nozze. Poi in avanti a buttarla dentro ci dovrà pensare il Mostro, alias Edinson Cavani, innescato da Insigne, in grande forma negli ultimi allenamenti a Castelvolturno.

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Articolo modificato 7 Dic 2012 - 17:08

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Scritto da
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