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INTERVISTA SHOCK: Schwazer: “Vi spiego perché in Italia ci dopiamo, è colpa del…”

“Dopo Pechino sono stati tanti gli episodi che mi hanno fatto prendere quella decisione. Non è facile dover gareggiare contro atleti nei confronti dei quali c’è tanto sospetto. Nessuno dà uno sguardo al di là dell’Italia, dove l’antidoping non esiste”. In una intervista-confessione a Donatella Scarnati del TG1, in onda questa sera, l’olimpionico a Pechino 2008 Alex Schwazer ribadisce di aver fatto tutto da solo e spiega il suo stato d’animo di allora: “vi posso dire che negli anni è diventata dura gareggiare contro questi avversari. Ci si sente presi in giro. Se uno qua da noi si dopa non è perchè vuole avere un vantaggio, ma perchè vuole finalmente gareggiare alla pari”. Schwazer racconta che per anni avversari dei paesi dell’est, dopo le gare, gli hanno ripetuto sempre questa frase: “Alex Schwazer italiano ha realizzato questo tempo, se non fosse italiano avrebbe fatto registrare un tempo inferiore di cinque minuti. Per me – la riflessione del marciatore – era difficile non partire alla pari con gli altri, anche se in passato lo avevo fatto e avevo vinto, ma dentro di me non ero più sereno, vivevo tutto in maniera negativa. Ho sbagliato. Forse mi sarei dovuto fermare per un anno, occuparmi di altre cose e probabilmente sarei rientrato e avrei vinto come a Pechino. La tristezza e la rabbia mi hanno spinto a fare un terribile errore”.

Alex Schwazer adesso studia Economia a Innsbruck: “Sto cercando di provare altri stimoli… Sono stati dei mesi molto intensi. Positivi per la nuova sfida che riguarda il Master, ma anche negativi perchè sono state dette e scritte sul mio conto tante cose non vere che hanno coinvolto persone che, purtroppo, non c’entrano niente. Mesi difficili”. L’ombra del dottor Ferrari, messo al bando dal Coni fin dal 2002: Schwazer lo ha incontrato nel 2010, non per il doping – ripete – ma per farsi preparare delle tabelle di allenamento: “sapevo che era sospettato per dei precedenti episodi legati al doping,ma non sapevo che era stato radiato dal coni,altrimenti non ci sarei mai andato”

E infine, la Kostner e le perplessità sul fatto che anche lei potesse sapere. “Carolina sta bene. La gente deve sapere che quando due atleti di vertice stanno insieme, il rapporto non si può paragonare a quello delle coppie normali che lavorano e si incontrano alla fine della giornata.. noi non ci vediamo per dei lunghi periodi e ci sentiamo solo al telefono. Chi pensa ad un rapporto normale è ovvio che dica: cavolo,lui mette l’eritropoietina nel frigorifero e lei non si accorge di nulla, ma non è così… quando uno decide di doparsi o si confida con qualcuno, oppure sceglie il segreto e non lo dice a nessuno. Come ho fatto io”.

fonte: Corriere dello Sport

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Scritto da
Antonio Manzo