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Dopo tante vicessitudini la riforma per la Lega Pro è stata finalmente approvata dalla Figc: dal campionato 2014-2015 le terza serie del campionato italiano sarà costituita da un’unica serie divisa in tre gironi, e diremo così addio alla divisione in Prima e Seconda Divisione, o per i nostalgici, Serie C1 e Serie C2. Questi sessanta club si spera siano club “sani”, che paghino regolarmente stipendi ed Irpef e che non arrivino a dover giocare con la Primavera per gli scioperi dei calciatori, come successo ad esempio recentemente al Milazzo. Questa battaglia vinta non può che far piacere al presidente della Lega Pro Mario Macalli e al suo staff, che hanno commentato in questo modo lo storico avvenimento: E’ una riforma davvero importante, finalmente avremo delle società virtuose. Dal 2014-15 partiremo con 60 compagini ed attueremo dei ripescaggi, che si giocheranno tra le squadre della Lega Pro e quelle della Serie D, in base a un nuovo regolamento che sarà approvato in seguito dalla Federcalcio”. La vecchia Serie C partì con 90 squadre, ora siamo arrivati a 60. Un bel taglio, come confermato dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete al termine del Consiglio Federale:Questa riforma serviva come il pane, perchè erano ben 25 anni che non si faceva un qualcosa di questo tipo. Tornare alla divisione unica della terza serie del nostro calcio significa stabilizzare i programmi futuri, ed inoltre togliere un livello professionistico del calcio italiano equivale anche a snellire il sistema”. Molto soddisfatto anche il presidente dell’ Aic Damiano Tommasi: “La nuova Lega Pro finalmente non avrà più giovani in campo obbligatoriamente. Siamo molto soddisfatti, perché una stabilità finanziaria delle società sarà accompagnata da un ritorno alla meritocrazia sportiva sul campo. Il nuovo sistema porterà a maggiore riguardo nei confronti dei vivai delle varie squadre e da nuovi progetti tecnici volti a migliorare l’intero sistema sportivo”. L’Aic ha molto premuto sulla questione riguardante i giovani e la Lega Pro, ottenendo la cancellazione dell’obbligo di mettere in campo uno stabilito numero di giovani a partire dalla stagione 2013-2014.

Articolo modificato 21 Nov 2012 - 20:37

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Scritto da
redazione