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Mazzarri, un ‘colpo al cuore’ per scacciare le polemiche

Della partita di ieri ci sarebbero tante immagini che potrebbero fotografare il successo in rimonta azzurro sui cugini di Genova.

Si potrebbe cominciare dalla linguaccia di Insigne, dai baci di Cavani, per arrivare alla grinta di Marek Hamsik che quasi prende a testate una telecamera. Ma qualcosa è rimasto maggiormente impresso nella mente dei tifosi: minuto 90, Hamsik insacca con la specialità della casa, il colpo di cresta, Mazzarri porta la mano al cuore in maniera preoccupante. Cosa succede, mister?

Tranquilli, Walter sta bene. Anzi, con la vittoria di ieri il mister ha voluto dare un segnale forte. Basta, basta con le polemiche. Questo è sempre lo stesso Napoli, anzi: nove punti in più dello scorso anno, eppure c’è chi ancora continua a sostenere il basso rendimento degli azzurri. Mazzarri è stufo. Si parla troppo, si tende a criticare una squadra che, aldilà dei soliti limiti che ormai tutti conoscono e decantano, sta ottenendo risultati importantissimi oltrechè nettamente superiori a quelli dello scorso anno. Tanto che, quel segnale tanto preoccupante, quella mano sul lato sinistro del petto, era sintomo di una vittoria arrivata proprio grazie al grande cuore dell’undici partenopeo e grazie al cuore di Mazzarri, un cuore perfettamente sano, abile ed arruolabile.

Ed in effetti, Walter lo sa bene: era proprio il cuore che mancava a questo Napoli. Quel cuore che nel primo anno della sua gestione aveva permesso di recuperare partite impossibili, tra Milan, Steaua Bucarest, Juventus e tante, tante altre. Una peculiarità che la banda di Mazzarri aveva un po’ perso per strada. Sembrava mancare la cattiveria, la voglia di spaccare il mondo e difendere fino all’ultimo secondo i colori di quella maglia. Fino a quando, nella magica notte del San Paolo di giovedì, si è rischiato di toccare il fondo, con quasi entrambi i piedi fuori dall’Europa League e susseguenti polemiche.

E allora su, meglio risalire prima di affondare: tre gol in 10 minuti al Dnipro. Ieri, altri tre in altrettanti minuti al Genoa. E il gesto di ieri può far dormire sonni tranquilli ai tifosi azzurri: il mister sta bene, quella mano sul petto è solo il segno che l’azzurro è tornato a far palpitare i nostri cuori. 

Christian Sorrentino

 

Articolo modificato 12 Nov 2012 - 19:55

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Scritto da
redazione