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Ormai non ci si fa più caso, tante le volte che in questi giorni la legge del Tre è stata ricordata. Tre come le vittorie consecutive in campionato, tre come le reti che hanno liquidato il Parma, tre come le trecento panchine di Mazzarri.
Ed è proprio da questo Tre che bisogna ripartire, a cominciare da stasera. Ormai manca pochissimo al debutto in una competizione che io non butto e che, ne sono certo, può regalare intense emozioni ai tifosi azzurri. L’Europa è sempre l’Europa, non ce n’è una che conta e un’altra che non sa contare. L’entusiasmo delle notti europee è sempre quello, magari con meno nastrini e pubblicità, ma quando si arriva all’eliminazione diretta nessuno vorrebbe rinunciarci.

E i tifosi questo lo sanno, sanno che è una superba goduria sentire parlare del Napoli sui giornali stranieri, immaginare che all’indomani il gol di Cavani sarà visto da tutta Europa. La vetrina europea riscatta da un senso di marginalità latente e sempre incombente sull’animo dei napoletani, in un certo senso purifica i polmoni, abitua agli spazi aperti.

Si ricomincia dunque, e si ricomincia nel vero senso. Innanzitutto con una squadra “stravolta”, con l’ingresso di una batteria di buone seconde linee. E si ricomincia con Vargas, all’ennesima prova, anche se io direi alla sua vera, prima prova. Tutti gli occhi sulla promessa cilena, e in fondo al cuore la speranza e il desiderio che ripaghi la nostra fiducia, il nostro affetto, la nostra attesa difficilmente così paziente con qualcuno.
Sarà che ci crediamo davvero ai colpi di Edu, sarà che abbiamo bisogno di auto-illuderci di avere un fenomeno ancora incompreso, sarà semplicemente che la sua faccia a volte spaventata ci fa tenerezza.

Stasera si ricomincia dunque, e si ricomincia dal Tre e da TE, caro Vargas.

Carlo Lettera
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Articolo modificato 20 Set 2012 - 15:47

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redazione