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Il ritorno del “Figlio del Vento”. Caniggia torna a giocare a 45 anni

Non solo sceicchi, emiri e petrolieri, non solo i loro milioni di dollari riescono a catalizzare l’attenzione, durante l’estate dedicata al calcio-mercato, ma anche storie curiose che riguardano vecchie glorie calcistiche.
Nello specifico, Claudio Paul Caniggia, ex-centravanti di Verona, Roma ed Atalanta (in Italia) ha deciso di rimettersi le scarpette e riprendere il campo; alla non più tenera età di 45 anni, il biondo attaccante ha firmato per il Wembley, una piccola formazione poco più che dilettantesca e militante nelle serie minori inglesi.

Obiettivo della squadra è quello di dare il via ad una titanica scalata ai vertici del calcio inglesi, ed il primo passo è stato quello di assoldare vecchie glorie del calcio inglese e non, e di affidarle alla sapiente guida di Terry Venables, coadiuvato da David Seaman, ex-portiere dell’Arsenal. Uno dei nomi selezionati è stato, dunque, quello di Claudio Caniggia, giocatore talentuoso, dalla grande velocità abbinato ad un ottimo senso del gol. Un peccato che le note vicende extra-calcistiche ne abbiano ridimensionato il valore, sicuramente alto ma non quanto da lui era lecito attendersi.

Nato calcisticamente nel River Plate, “El Hijo del Viento”, così chiamato per la sua strepitosa velocità, Caniggia ha alternato sprazzi di grande calcio a stagioni di vuoto. In Italia ha fatto grandi cose con l’Atalanta, ma non si saputo ripetere con la maglia della Roma, il punto più alto della sua carriera italiana, costituita da una stagione a Verona (esordio in Italia) e del ritorno, infelice, a Bergamo a cavallo della stagione 1999-2000, dopo tre ottime stagioni al Boca Juniors, l’altra metà di Buenos Aires che calcisticamente detta legge.

Dopo la parentesi-bis di Bergamo l’addio all’Italia, sembrava giunta al capolinea la sua carriera, accasandosi in Scozia, nel Dundee, squadra di medio classifica. Claudio disputa un’ottimo campionato, che gli vale un contratto con i Rangers con cui gioca due stagioni di buon livello. Poi l’addio definitivo all’Europa, accettando l’offerta del Qatar con cui gioca altre due stagioni, segnando anche qualche gol, fino all’addio al calcio giocato, avvenuto al termine del 2004.

Più che nei club, è ben più noto il suo feeling con la nazionale e soprattutto con Maradona, con cui ha fatto coppia d’attacco sia nei Mondiali del 1990 sia in quelli del 1994. Indimenticabile il duetto che permise all’albiceleste di stendere il Brasile, negli ottavi di finale di Italia 1990, così come fu memorabile la partita contro la Nigeria, nella quale Caniggia realizzò una doppietta, in cooperazione col Pibe de Oro. Episodi di una carriera fatta di alti e bassi. L’esperienza col Wembley sarà sicuramente un evento da seguire con particolare curiosità; Lo merita la squadra, lo merita anche il calciatore, per quello che ha fatto.In fondo, la storia del calcio, almeno un pò, l’ha scritta anche lui.

 

 

 

Articolo modificato 24 Giu 2012 - 22:58

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Scritto da
redazione