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Niente multe, sdegno e moralismi. Anche la Spagna ha vissuto la sua serata “della vergogna”. Ma senza incorrere in eccessive contestazioni mediatiche, come è capitato per la tifoseria azzurra. L’increscioso “gesto” capitato domenica scorsa allo Stadio Olimpico di Roma sembra aver gettato il paese in chissà quale depressione, avendo reiteratamente denigrato uno dei simboli dell’italianità, come se poi in altre situazioni in cui il senso di unità si sarebbe dovuto sentire al di là di ogni cosa, l’inno di Mameli fosse servito da coadiuvante per unire ideologie arcaiche e pseudo-razziste che mai hanno considerato questo sentimento di unità che qualche sostenitore avversario affetto dalla “sindrome del benpensante” avrebbe sottolineato, additando come al solito il tifoso azzurro come scorretto e blasfemo.

Nella finale che è valsa lo stesso trofeo assegnato al Napoli , la coppa nazionale, tra l’Athletic Bilbao e il Barcellona, quindi tra due ideologie, oltre che due popoli diversi come baschi e catalani, non si è fatta aspettare la temuta contestazione dei tifosi del Bilbao, che hanno letteralmente coperto di fischi l’inno spagnolo. Ma non è il primo episodio che è accaduto. Infatti, nella finale del 2009 disputata dalle stesse squadre, accadde lo stesso episodio, ma all’epoca un’associazione nazionalista iberica denunciò il fatto all’Audiencia Nacional, la quale bocciò la querela preventiva per un motivo molto eloquente ; il Tribunale investito della questione dichiarò la partita una “Manifestazioni protette dalla libertà di espressione”e, pertanto, non contestabile ne tanto meno denunciabile alle autorità predisposte.

Allora, dopo aver scalfito l’ultima estenuante congettura dietro la quale si nascondeva, placida, la sentenza del giudice Tosel relativa alla multa di 20mila comminata alla società azzurra per responsabilità oggettiva, soggiunge lecito il beneficio del dubbio sul vilipendio o pseudo tale che sarebbe avvenuto domenica scorsa. Ma una domanda ci ronza nella mente, turbandone i pensieri ed alimentando la rabbia; ma è possibile che un giudice investito della carica di osservatore, autorizzato a deliberare sentenze di squalifiche e multe non si sia documentato attraverso episodi analoghi come quelli già accaduto nel recente passato? questa domanda priva di risposta resterà incompiuta, pronta soltanto a rafforzare i dubbi del caso. Che si tratti dell’ennesimo “fare superficiale” all’italiana ?

Ecco il video dei fischi durante la finale del 2009

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Articolo modificato 26 Mag 2012 - 02:45

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Scritto da
redazione