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Napoli-Brescia più bianco non si può, la palla non gonfia la rete! La pressione dell’alta quota ha giocato un brutto scherzo per gli azzurri. Il Milan ha graffiato lo scudetto con un ringhio di Gattuso, mentre l’Inter è entrata in campo solo nel secondo tempo ed ha travolto il Genoa, che ci aveva fatto sperare in una domenica positiva. Il Brescia di Iachini non nasconde il suo intento di addormentare la partita cercando di portare un punto utile per la salvezza, presentandosi con la difesa a cinque. Il Napoli lanciato alla riscossa da Hamsik, ex della partita, alla ricerca dei tre punti. Zuniga è il vice-Lavezzi, Mascara parte dalla panchina. La partita inizia sotto il segno del Napoli, in particolare nel nome di Cavani. Dopo cinque minuti con un colpo di tacco da una palla ricevuta da calcio d’angolo, chiama l’intervento di Arcari sulla linea. Due minuti dopo, è sempre il Matador a impensierire la retroguardia lombarda con un violento tiro dalla sinistra, trovando Arcari baluardo della porta bresciana. Il Brescia cerca di verticalizzare dai piedi di Diamanti per Caracciolo, con lente ripartenze cerca di non recitare il ruolo della vittima sacrificale. Al 22’ da una proiezione offensiva di Campanaro, il migliore in campo per il Napoli, con un preciso passaggio attiva in area Hamsik, il quale ribadisce in porta con un diagonale a mezz’altezza. Arcari sempre pronto a chiudere lo specchio, la palla rimane viva e utile per Cavani per il tocco vincente, ma Berardi gli toglie il tempo giusto per portare il Napoli in vantaggio. Dopo sessanta secondi è nuovamente Hamsik con un sinistro dal limite dell’area ad impensierire il numero 1 bresciano.

L’episodio della partita avviene al 32’ quando dalla sinistra un eccellente Zuniga mette un invitante palla al centro per Maggio, pronto per il tap-in vincente di testa, viene ostacolato da una spallata evidente da Berardi, perché si disinteressa completamente del pallone. Il San Paolo è infuriato dall’ennesimo torto arbitrale e non solo, Mazzarri espluso per proteste. Il presidente De Laurentis dalla tribuna, come un imperatore romano durante i giochi al Colosseo, incita il pubblico nel coro delle proteste.

Il primo tempo si chiude con un Napoli che sembra capace di portare i tre punti in cassaforte ma la tensione di non aver chiuso subito la partita sarà il canovaccio su cui si svilupperà la partita nel secondo tempo. Il Brescia di Iachini riesce a tenere a distanza il Napoli, lento e prevedibile nelle sue elaborate manovre. Anche se entrano Mascara e Lucarelli, manca lucidità nell’impostazione in attacco, il Napoli si affida a lanci lunghi o sovrapposizione sulla fascia destra grazie alla premiata ditta Maggio-Zuniga. Lucarelli, alla terza apparizione in campo, subentrato per sfruttare la sua esperienza nel gioco aereo, si trova la palla buona all’87’, quando la palla scagliata con potenza al centro da Cavani, ma si fa anticipare dal monumentale Berardi. Poco prima del novantesimo, Mazzoleni ci regala un’altra perla da esaminare alla moviola, entrata al limite di Mareco che stende un evaniscente Mascara, per Mazzoleni tutto regolare, noi invece ci avvaliamo della facoltà di riservare la sua insidacabile decisione nel dubbio.

Ma il Napoli non è quello dei miracoli negli ultimi minuti di gioco, è nervoso, incapacec di tollerare contraccolpi psicologici che nascono dal giudice di gara. Nel finale è proprio il Brescia  a rischiare di vincere con due clamorose palle gol. La prima nata da una palla persa dall’ormai poco attento Gargano, che sta vivendo un vero periodo negativo, che lancia in contropiede Eder in un due contro uno, il brasiliano procede in avanti, scarica la palla su Caracciolo, l’airone defilato si fa murare dall’immenso De Sanctis, che salva la partita e la sua imbattibilità al San Paolo. Nell’azione successiva, nuovamente il Napoli votato in attacco per l’assalto finale, Caracciolo da un palla lunga lanciata dalla difesa, si trova tutto solo davanti al numero 26 azzurro uscito a valanga per chiudere lo specchio  della porta, l’airone si sposta lungo l’out destra e cerca da posizione impossibile la conclusione a rete. Per fortuna del Napoli non vede Eder  tutto solo a porta vuota pronto per ribadire in rete. Oltre al danno anche la beffa,  sarebbe stato troppo! I Lombardi hanno meritato il punto conqustato al San Paolo ed in parte hanno graziato l’undici di Mazzarri, quest’utlimo in settimana,  come sempre ci aveva avvertito in anticipo, sulle difficoltà di questa partita. Questa domenica Milano ride, il Napoli soffre di mal di stomaco! Meno otto dal Milan e più 3 dall’inarrestabile Udinese.

Alessandro D’Auria

Articolo modificato 29 Apr 2019 - 17:44