Si accende nuovamente il dibattito attorno alle polemiche nate dopo Inter-Juventus dello scorso 14 febbraio. Dopo le dichiarazioni di Giuseppe Marotta e di Walter Verini, è arrivato un lungo sfogo di Roberto Saviano attraverso un video pubblicato sul proprio profilo Instagram, intitolato “Non è solo calcio: la mia risposta a Walter Verini”.
Lo scrittore è intervenuto per chiarire la propria posizione e per replicare alle dichiarazioni del senatore e coordinatore del Comitato Ultra e Criminalità in Commissione Antimafia, che nei giorni scorsi aveva ridimensionato la questione sostenendo che “quel cartellino non è certo Gomorra”. Le parole del politico hanno spinto Saviano a una presa di posizione dura e articolata.
Polemiche Inter-Juventus, lo sfogo di Saviano: che attacco a Verini!
Nel video pubblicato su Instagram, Roberto Saviano ha spiegato di aver deciso di rispondere pubblicamente a Verini per il ruolo ricoperto in Commissione Antimafia, definendo inaccettabili le sue parole. Lo scrittore ha sottolineato che l’Inter, intesa come squadra e tifoseria, sarebbe vittima della situazione, puntando invece il dito contro la dirigenza e richiamando la sentenza di condanna emessa nell’ambito dell’inchiesta sugli ultras e parlando di sudditanza riportata negli atti.
Saviano ha poi incalzato il senatore con una domanda diretta sui rapporti tra società di vertice e soggetti ritenuti pericolosi, sottolineando come certe dinamiche compromettano la credibilità del campionato italiano. Nel suo intervento ha aggiunto che minimizzare questi temi significherebbe ignorare un problema culturale più ampio, che va oltre il campo e investe l’etica dello sport e delle istituzioni.

Saviano replica a Verini: “La dirigenza dell’Inter è compromessa!”
Ecco una parte della risposta di Roberto Saviano a Walter Verini, ed in particolare l’attacco ai dirigenti dell’Inter e al sistema calcio italiano:
Quando si tocca il calcio e il tifo, bisogna ricordare che l’Inter è vittima. I suoi giocatori, i suoi tifosi lo sono, ma non la sua dirigenza, che invece era del tutto compromessa dalla sudditanza della quale parla la sentenza di condanna emessa lo scorso dicembre nell’ambito della cosiddetta inchiesta ultra. Sudditanza viene scritto negli atti, sudditanza della dirigenza agli ultra. Ora, come sia potuto accadere che quella dirigenza sia rimasta al suo posto, è stato per me per lungo tempo un mistero. Ma la leggerezza delle valutazioni di Verini che ripeto, ha un ruolo in Commissione Antimafia, mi ha chiarito il contesto.
Anche attraverso il calcio abbiamo finito per sdoganare la presenza mafiosa nel nostro paese. Non era solo un campionato mafioso, ma un intero campionato falsato nei suoi presupposti etici. Fin quando quella dirigenza non avrà il suo posto, la dirigenza dell’Inter, non recupererà mai la dignità essenziale per costruire l’esempio virtuoso sopra la società nel suo complesso e in special modo per le cittadine e i cittadini di domani, per le ragazzine, per la cultura del calcio come sport del cuore. “La pellota non si mangia”, disse un uomo. Un grande sportivo che ha pagato a caro prezzo questa sua idea, e si è sempre sentito responsabile, perché è sempre ammesso, senza mai fermarsi di pensare