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Napoli da scudetto? Spalletti ha le idee chiare: cosa ha detto in conferenza stampa!

Giornata di vigillia in casa Napoli, in vista della sfida in programma domani alle ore 15:00, allo stadio Diego Armando Maradona, contro il Torino di Ivan Juric.

Il tecnico croato ha presentato questa mattina il match nell’incontro con la stampa, preannunciando un match difficile per i granata vista la qualità dei partenopei, chiamati subito a confermare quanto di buono visto in questa prima parte di stagione.

Torino Juric
Torino Juric (Getty Images)

La conferenza di Spalletti

Luciano Spalletti è intervenuto nella conferenza stampa odierna, tenutasi nel centro sportivo di Castel Volturno, per presentare la sfida di domani contro il Torino.

Di seguito, quanto evidenziato dalla nostra redazione:

“Quando i nostri calciatori vanno in Nazionale, i medici e i fisioterapisti li seguono quotidianamente giorno dopo giorno. A qualcuno ha fatto sicuramente bene giocare queste partite, mentre qualcuno mentre ha giocato la doppia partita ha dato seguito a quello che è il discorso del modo di interpretrare del Napoli. La Nazionale ha giocatore due buonissime partite. Per fortuna, non c’è stato alcun infortunato. Abbiamo abbastanza a fuoco quello che è il nostro discorso e basta poco per richiamarlo. Ho visto tutti molto presenti e hanno sviluppato un buonissimo allenamento, nonostante la sosta”.

Poi, aggiunge: “Io penso che ogni partita serva a ricordare se noi siamo un Napoli forte oppure no. Questo è un discorso che va al di là dell’importanza della gara. Il corso sarà duro e difficile, dovremo fare le stesse cose. Ci vuole impegno costante, non per quanto riguardo solo la ricerca del risultato ma anche per quanto riguarda lo sviluppo del singolo allenamento, ci vuole l’approccio giusto. Ogni partita ha un valore particolare, perché così si conferma che stai lavorando nel modo giusto. Non vedo che un risultato solo possa cambiare la storia del campionato: può dare una spinta ulteriore, ma il lavoro fa fatto nel lungo periodo. Non ho mai visto assegnare uno scudetto in questi mesi, ma lo si assegna a giugno”.

Questo è il primo crocevia per il Napoli?: “Questo discorso di quelli che giocano di più o meno, va affrontato in maniera corretta. Per arrivare a fare questo percorso, abbiamo bisogno di gente stimolata e di persone che abbiano poi minutaggio nelle gambe. Diventa poi difficile giocare una partita dopo tempo, quindi vanno usati. Anche il fatto di scrivere questo titolare cambia poco. In una partita di 90′, useremo sia Raspadori che Simeone, non ho dubbi. Se ti comporti bene, diventano importanti anche i soli 20′ che giochi”.

Su Napoli-Milan: “Se hai vinto col Milan che ha fatto cose buonissime, noi abbiamo fatto altrettanto bene. Io poi dico che il talento da solo non basta mai, bisogna essere esecutivi anche per quelle cose che non fanno parte delle nostre caratteristiche. Nelle loro occasioni ci sono state nostre partecipazioni, non abbiamo avvertito il pericolo e la necessità di fare cose differenti”.

Sul campionato: “Penso che sia un equilibro che durerà molto. All’inizio c’è la varietà di identificare quale sia la squadra che cerca di segnare il passo. C’è qualche squadra più indietro, ma a queste hanno dato un assoluto valore da tutti quindi possono riprendersi. Tutte hanno le carte in regola per riuscire a fare un campionato di alta classifica, e poi c’è sempre qualcuna che va a insidiare certi equilibri. Non vedo nulla di particolare in questo inizio, è troppo presto per fare delle valutazioni”.

Su Raspadori: “Non ha più vantaggio a giocare con una punta per quelle che sono le sue qualità, dipende sempre dal tipo di partita che viene fuori. Se a noi non riesce costruire in maniera qualitativa e allora è così: in quel caso, noi abbiamo la necessità di buttare la palla addosso e Raspadori non ha quelle qualità. Jack sa fare tutto e abbiamo speso dei soldini per prenderlo, proprio perché è in grado di fare tutto. Raspadori è un calciatore forte perché ha muscolo, perché calcia bene e sente benissimo quella che è la porta. Poi ha personalità, è un ragazzo che vuole migliorare e che non si fermerà certo alle prime soddisfazione. Questa è una squadra che ha intenzione di diventare dei campioncini e questo diventa fondamentale e la società è stata brava a fare questa scelta qui”.

Poi, aggiunge: “Sicuramente gli acquisti hanno fatto vedere che si sono adattati subito al calcio che vogliamo fare e ai nostri obiettivi. Noi vogliamo essere in lotta con queste sette fino al termine del campionato, c’è un’alta classifica affollata. Ci sono squadre forti, che stannno producendo un buon calcio. Ci siamo adattati bene, stiamo portando avanti bene il nostro discorso. Non c’è solo da parlare di una continuità di risultati, ma bisogna vedere l’interessamento al progetto, alla maglia e ai tifosi”.

Sul gioco e sulla sfida di domani: “Questo è un discorso che stiamo prendendo in considerazione, quello di riuscirsi a comportare anche nelle fasi di partita che non sono nelle nostre qualità. Se prima abbiamo detto che il Milan ha avuto delle occasioni nell’area nostra, riguarda ancora quell’atteggiamento in cui non riusciamo a essere padroni. Le occasioni riusciamo sempre a svilupparle, delle vampate di qualità ci sono. Il Torino è un bruo cliente perché sappiamo il valore della squadra, della società, del modo di lavorare del suo allenatore. Juric è uno che lavora bene, e quando la gente lavora porta sempre a casa qualcosa. Sanno bene interpretrare i momenti di gioco e sanno giocare e difende in più modi, anche se a loro piace giocare uomo vs uomo. Però noi volgiamo andare a vincere le partite difficili”.

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Immagina un po’ di turnover tra difesa e centrocampo? “Secondo me si fanno dei torti agli altri menzionando solo Jesus e Ndombele. Il francese sta crescendo e ci verrà molto comodo per le qualità che abbiamo detto prima. Ha quelle qualità di essere bravo a fare sportellate con l’avversario, dal spostarti senza far nulla di particolare. Tra qui e martedì qualcosa cambierà, su domani non penso di cambiare molto sulla squadra che ha giocato più spesso. Tutti i calciatori sono rientrati in condizione ottimale, hanno una mente pulita e sono vogliosi. Non ci saranno molti cambi”.

C’è qualcosa da non ripetere? “I veri potenziali campioncini sono quelli che hanno la forza mentale di sapere bene quella che è la professione che svolgono e che c’è qualche volta da reagire ai momenti di difficoltà. Soltanto di andare a dare seguito a quello che è il discorso che stanno affrontando adesso. Con la squadra si sta spesso insieme, si parla insieme di calcio e i calciatori conoscono quanto me di calcio. Sanno benissimo quando si parla di qualche comportamento. Lo esigono, sono lì che aspettano quello che loro vogliono fare. Non ho niente da dire di fare in maniera differente ai miei calciatori. Quello che mi piacerebbe non rivedere è qualche gol che abbiamo sbagliato davanti al portiere, perché sono errori che possono costare caro. Tutti i giovani calciatore devono fare questo step: ci sono dei giocatori che stanno in capanno tutta la partita ed escono nel momento giusto. Ci sono degli attaccanti che danno l’impressione ai centrali di avere una giornata che è un po’ pigra, però si fiondano sulla palla giusta. Questo è lo scatto di maturità che serve”.

Inzaghi ha detto che dove va lui si aumentano i ricavi, dimezzano le perdite e alzano i trofei, a lei cosa manca? “Cosa manca? Anche questa cosa qui è discutibile. Noi siamo ambiziosi e vogliamo dare continuità ai risultati, poi vedremo, io non mi ricordo cosa ho fatto in precedenza e mi viene difficile riprendere tutto quello che ho fatto, mi piace più guardare quello che sarà e portare a casa qualcosa”.