shinystat spazio napoli calcio news Gravi errori e disattenzioni, la difesa azzurra soffre al cospetto del ciclone Cagliari

Gravi errori e disattenzioni, la difesa azzurra soffre al cospetto del ciclone Cagliari


Un pareggio che nasconde, fortissimo, il retrogusto della sconfitta. Napoli-Cagliari ha visto scivolare via tutte le certezze acquisite, tutta la compattezza mostrata nelle ultime uscite, azzannata dal terribile gruppo di Zeman. Una prestazione caratterizzata dalle, recidive, incertezze di Rafael, dal timore reverenziale di Henrique, dal grave errore di Kalidou Koulibaly sul 3-3 dei sardi, da un Christian Maggio uscito con le ossa rotte dal confronto diretto con Farias. Una sfida in cui è impossibile trovare un singolo peggiore in campo, che vede alla berlina l’intero pacchetto difensivo partenopeo.

Terra bruciata  – Un pomeriggio da incubo, dove Maggio non è praticamente mai riuscito ad arginare l’asse mancino di Zeman guidato da Farias, una lama affilatissima conficcata nel fianco dei partenopei, due goal e un assist per il folletto ex Nocerina e Padova. Novanta minuti da dimenticare per il terzino di origini vicentine, apparso in difficoltà – anche a causa dei problemi fisici accusati in settimana – per tutto l’arco della sfida. Ma se la partita di oggi è da dimenticare per il numero 11 azzurro, lo stesso va detto anche per i suoi compagni di reparto. Netto passo indietro per Rafael rispetto ai progressi mostrati nelle ultime partite. Di nuovo incerto, insicuro, mai in grado di guidare la retroguardia, incomprensibile la palese dormita sul 2-2 del Cagliari. Il buon intervento nella seconda frazione di gara sul solito Farias non cambia la sostanza. Stessa insicurezza mostrata da Henrique, chiamato a sostituire Albiol ha fatto rimpiangere lo spagnolo. Mai deciso, tante disattenzioni e mai sicuro negli interventi. Anche Koulibay, nonostante i soliti ottimi spunti, e apparso sottotono rispetto ai suoi standard, pesa moltissimo lo sciagurato retropassaggio che ispira il goal del definitivo 3-3.

Un pareggio che attesta quanto agli azzurri manchi ancora quel quid per tenere il passo delle due battistrada. Un salto di qualità che si poggia su una solidità difensiva possibile, e da ritrovare già da giovedì.

Edoardo Brancaccio