shinystat spazio napoli calcio news Da esuberi a giocatori necessari, la storia di Maggio, Mesto e Britos

Lo strano caso di Maggio, Mesto e Britos: da esuberi ad elementi importanti


Su e giù lungo la fascia tutto d’un fiato. Prima la fase difensiva e di copertura e poi quella d’attacco senza fermarsi, perché altrimenti son guai. E’ la dura vita del terzino fluidificante, è la dura vita dei terzini del Napoli che devono giocare stringendo i denti e magari fuori ruolo, in una squadra che  si ritrova in continua emergenza in quella zona di campo.

‘M’ COME MAGGIO.  Gli allenatori cambiano, ma lui resta sempre lì sulla fascia destra. Titolare con Reja e con Donadoni, titolarissimo con Mazzarri ed anche con Benitez. Ha conquistato dunque anche il tecnico spagnolo, nonostante qualche difficoltà e infortunio di troppo. Circa tremila i minuti giocati lo scorso anno, quando Maggio ha subito prima un’operazione al ginocchio ad inizio stagione che lo ha tenuto fermo circa un mese e poi uno pneumotorace a fine anno che lo ha tenuto fuori per un altro mese e mezzo, compromettendogli anche la convocazione per i Mondali in Brasile. Più di mille i minuti giocati fino ad ora, 11 le partite in cui  è stato schierato in campo dal primo minuto e pur non essendo ancora il giocatore visto negli anni passati, nelle ultime partite ha dimostrato di essere in crescita e di poter ancora essere utile alla squadra. Vice-capitano azzurro, insieme con Hamsik e Inler rappresenta l’ultimo dei senatori rimasti in maglia azzurra e capace di guidare i nuovi arrivati nel complicatissimo mondo Napoli.

‘B’ COME BRITOS. Arrivato a Napoli quattro anni fa per 9 milioni, Miguel Angel Briots è stato uno degli acquisti più discussi in questi anni. Voluto fortemente da Mazzarri il difensore centrale uruguaiano è finito spesso nell’occhio del ciclone a causa dei suoi errori spesso decisivi. Lo scorso anno anche per colpa di diversi infortuni è stato impiegato con il contagocce (da non dimenticare però il gol che sbloccò la partita contro il Milan e che permise agli azzurri di portare a casa una vittoria che mancava da 25 anni), ma quest’anno Benitez ha deciso di impiegarlo sulla fascia sinistra. Cinquecentonovantacinque i  minuti giocati in questo inizio di stagione tra Campionato ed Europa League, di cui soltanto 90′ nel suo ruolo naturale di difensore centrale. Un esterno ovviamente con caratteristiche difensive che però secondo il tecnico spagnolo, in determinate partite, può garantire maggiore equilibrio in fase difensiva alla squadra.

‘M’ COME MESTO. Fedelissimo di Mazzarri, in pochi mesi Giandomenico Mesto ha conquistato la fiducia di Rafa Benitez che ha voluto fortemente il suo rinnovo di contratto. Impegno e  serietà le due caratteristiche che hanno colpito il tecnico spagnolo, tanto da convincerlo a schierarlo da titolare nelle prime sette gare dello scorso campionato. L’infortunio arrivato nel momento di massima ascesa, lo ha fermato per tutta la scorsa stagione e quest’anno ha giocato soltanto 106′ di cui 90′ contro lo Young Boys.

‘S’ COME SCADENZA ED ‘E’ COME EMERGENZA. Ad accomunare i tre calciatori non è soltanto il ruolo che ricoprono in campo, ma anche la situazione contrattuale. Tutti sono infatti in scadenza di contratto e molto probabilmente le loro strade e quelle del Napoli a fine stagione si separeranno. In questo momento però la squadra ha bisogno di loro e non è da escludere un loro impiego contro il Cagliari. Maggio come terzino destro o come ala destra se al tecnico spagnolo venisse la “stravagante idea” di spostare Callejon a sinistra per sopperire alla mancanza di Insigne e Mertens. Mesto come sostituto di Maggio o addirittura come ala sinistra e Britos da terzino sinistro al posto di un Ghoulam rientrato dagli impegni con l’Algeria soltanto giovedì. Insomma da uomini in esubero ma mai messi da parte dall’allenatore spagnolo,  a giocatori necessari, soprattutto a causa del tour de force che attende il Napoli fino a Natale. “Con 15 elementi è difficile raggiungere successi importanti, bisogna poter contare su 23 elementi“, mai parole di Benitez furono più profetiche…