shinystat spazio napoli calcio news Spalla a spalla, il Napoli ritrova il Cagliari ed il "San Paolo" delle grandi occasioni

Spalla a spalla, il Napoli ritrova il Cagliari ed il “San Paolo” delle grandi occasioni


Dopo il “sin prisa, sin pausa”, la filosofia dello spalla a spalla ha invaso il web e galvanizzato l’ambiente azzurro. Benitez ha colpito nel profondo, restituendo al Napoli quella fiducia necessaria per tornare a lottare per i vertici. In silenzio, ma non senza dire la sua, ha tranquillizzato stampa e tifosi, riaccendendo quella fiammella che ardeva in fondo ad ogni calciatore azzurro. Uno stimolo che ha incoraggiato la squadra e rasserenato la piazza.

Una parte della folla ha risposto però in maniera scettica, disertando il “San Paolo” negli appuntamenti meno entusiasmanti, specie quelli europei. Quello stadio invaso degli ultimi anni ha perso il fascino durante gli ultimi incontri in cui è andato in scena il Napoli. Pochi, pochissimi, i veri fedeli che, spinti dalla fiducia in Rafa, hanno accompagnato ugualmente la squadra, conducendola agli ultimi successi. La tristezza degli spalti vuoti si è forse rivelata l’arma in più, che ha spronato gli azzurri in campo per aggiustare le sorti della squadra.

Fatto sta che il Napoli è tornato, forte quanto prima, o forse anche di più. E’ lì, solo soletto al terzo posto, pronto a stringere i denti e andare avanti pur senza alcune delle sue pedine fondamentali. Lo stop ha spedito gli azzurri in giro per il Mondo con le proprie nazionali, ma al rientro il Napoli ritroverà Zeman, il Cagliari e, cosa non da poco, uno stadio nuovamente invaso.

Per il prossimo turno di campionato al “San Paolo” tornerà il pienone, complice la campagna adottata da Aurelio De Laurentiis con prezzi senza dubbio più vantaggiosi. Complici il buonumore che ha invaso nuovamente l’ambiente e la voglia di ascoltare Rafa. Spalla e spalla, stavolta sarà così davvero, spinti da quell’entusiasmo che fa bene a tutti, da quell’euforia che avvolge Fuorigrotta ogni qualvolta c’è da scendere in campo. Perché a Napoli è così, in campo non si scende in 11, è il contorno a fare numero e forza. Come una catena umana, spalla a spalla, ora o mai più.

Francesca Di Vito
RIPRODUZIONE RISERVATA