shinystat spazio napoli calcio news Benitez alla ricerca della doppia "I". Oltre all'intensità, latita l'incisività

Benitez alla ricerca della doppia “I”. Oltre all’intensità, latita l’incisività


Possesso, dominio ma un solo gol. Il Napoli di Bergamo indossa una nuova maschera delle mille già mostrate e manca non solo la vittoria, ma anche l’aggancio al terzo posto, a cinque punti dal duo Juve – Roma alla vigilia del match del San Paolo con i giallorossi. Una partita mai in discussione, con un 75,7% di possesso palla a favore dei partenopei e ben diciotto tiri totali verso la porta di Sportiello che lasciano l’amaro in bocca. Benitez può esser soddisfatto a metà. Il suo Napoli ha sempre in mano il pallino del gioco, comanda bene le partite e quando si accende fa male, ma lo spagnolo sa che la sua creatura deve ancora migliorare sotto due aspetti ora più che mai fondamentali: intensità ed incisività.

TUTTO PIU’ VELOCE – Guidare il gioco e farlo senza mai buttare la palla è una scelta voluta sin dal primo giorno in cui Rafa mise piede a Castel Volturno. La sua idea di calcio sta pian piano entrando negli automatismi dei calciatori a disposizione, così da permettere al suo gruppo di lottare ogni stagione per il titolo e non ogni venticinque anni, come riferito alla stampa prima di Napoli – Verona. E allora via di possesso palla ma senza intensità il tutto risulta sempre più sterile. Difesa alta e mediani con il pallone tra i piedi permettono di gestire match e risultato. Il segreto però sta nel moto perpetuo e repentino dei trequartisti che, se non in giornata, porta ad avere troppe difficoltà nello scardinare difese organizzate come quelle dell’Atalanta. I movimenti tra le linee di Hamsik possono essere la chiave di “volta” ma senza un’azione corale per gli azzurri raggiungere la via delle rete risulta sempre più difficile.

MARGINE DI ERRORE – Se per il gioco di Benitez l’intensità è una delle prerogative più importanti da mettere in atto, è anche un pizzico d’incisività in più che questo Napoli deve ritrovare al più presto. Con il Verona la squadra partenopea fu cinica e concreta, soprattutto nel secondo tempo, realizzando cinque gol e colpendo un palo con Callejon. Al San Paolo il ritorno della “trequarti assassina” sembrava sancito ma così invece non è stato. A Bergamo la concretezza ancora una volta è stata lasciata negli spogliatoi. C’è bisogno di maggiore cinismo e cattiveria per sfruttare il dominio territoriale e far sì che tutti i punti persi finora restino solo un brutto ricordi.

Sabato Romeo

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