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A Milano contro l’Inter alla ricerca di sé stessa


Indubbiamente era difficile ipotizzare l’estate scorsa che l’Inter si trovasse già ad Ottobre di fronte ad un bivio stagionale, molti osservatori infatti si erano affrettati a magnificare le qualità della squadra nerazzurra dopo le amichevoli negli Stati Uniti contro United, Real ed altre grandi squadre europee. L’impressione ricavata da quelle gare era di una ritrovata solidità complessiva della squadra, buon equilibrio tra le due fasi di gioco e Mazzarri che cominciava a raccogliere i frutti del proprio lavoro.

L’avvio di stagione aveva già fatto sorgere qualche dubbio nell’ambiente perché alle vittorie con Sassuolo e Atalanta erano si sommavano i pareggi in trasferta contro Torino e Palermo, tutt’altro che esaltanti sotto il profilo della prestazione, ma nulla lasciava presagire il doppio crollo prima a San Siro contro il Cagliari e poi a Firenze, 7 reti subite in sette giorni a fronte di un solo gol incassato nelle prime quattro gare.

Come gioca L’approccio al calcio di Mazzarri è quello ormai conosciuto, 3-5-2 con esterni a svolgere il doppio ruolo di terzino e ala e un trio di centrocampisti di cui uno fa da schermo davanti alla difesa e altri due sono deputati a costruire il gioco e a inserirsi negli spazi lasciati liberi dagli attaccanti. In questo inizio di stagione sembra non aver funzionato l’equilibrio tra i due interni di centrocampo e le punte, la squadra si è trovata ad essere spesso troppo sbilanciata offensivamente e talvolta invece bloccata nella costruzione del gioco dallo scarso peso della fase d’attacco. Posto che per il ruolo di mediano sono candidati M’Vila e Medel, per il ruolo di mezz’ali sono in corsa Hernanes, Guarin, Kuzmanovic e Kovacic, laddove forse solo quest’ultimo ha davvero le caratteristiche che Mazzarri desidera per quella posizione di campo.

In attacco è stato spesso utilizzato in queste prime gare un sistema con due centravanti, Osvaldo e Icardi, che finivano però spesso isolati dalla manovra di squadra. In questo senso l’infortunio di Osvaldo e il recupero di Palacio dovrebbero agevolare le scelte del tecnico livornese, e l’ex attaccante del Boca potrebbe dare una grossa mano ai nerazzurri con le sue qualità di corsa e la sua capacità di raccordare i reparti di centrocampo e attacco giocando tra le linee. Sugli esterni le scelte saranno praticamente obbligate con Nagatomo e Dodò ad occupare le due fasce, in difesa sono chiamati al riscatto Ranocchia, Vidic e Juan Jesus dopo le ultime gare orribili.

Per il Napoli si annuncia dunque un match complicato anche dalla forte componente emotiva dei nerazzurri, desiderosi di riscattarsi davanti al proprio pubblico, mentre per gli azzurri sarebbe importante proseguire la risalita della classifica tenendo aperta la striscia di risultati positivi.