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Cessione del Napoli? I Pro e i Contro di una difficile ma non impossibile nuova era azzurra…


Voci, indiscrezioni e tante notizie stanno girando per Napoli. L’argomento questa volta è di quelli grossi: De Laurentiis sta vendendo la società agli arabi. Una storia questa, che nelle due settimane di pausa campionato, ha fatto la fortuna dei bar sport e – dobbiamo essere sinceri a dirlo – anche dei siti come il nostro, che si occupano esclusivamente di cronaca sportiva azzurra. In questo articolo, perciò, onde evitare il classico dibattito su se e come ci sarà un cambio di proprietà, mi limiterò a descrivere gli eventuali e forse utopistici pro e contro sull’approdo degli arabi a Napoli.

PRO

Impatto immediato su mercato E’ l’ipotesi questa che più affascina i tifosi azzurri. L’avere a capo della squadra un ricco petroliere qatariota, sarebbe come quel terno al lotto che tutti aspettiamo almeno una volta nella vita. La prospettiva già è lì: grandi somme da spendere sul mercato per grandi calciatori, che in barba ad ogni romanticismo sportivo, saranno più che orgogliosi di vestire la maglia azzurra in cambio di ingaggi d’oro. E visto che grandi uomini è sinonimo di grandi risultati, a quel punto sognare lo scudetto sarebbe il minimo. La vittoria del campionato italiano potrebbe essere più che scontata.

Stadio ed infrastrutture – Siamo più che sicuri che la prima azione di un eventuale sceicco sarebbe quella di mettere mano nel portafoglio per abbattere completamente il San Paolo al fine di costruire una infrastruttura moderna ed efficace, stile quelle che vediamo in giro per l’Europa. E siamo anche più che sicuri che non ci saranno nemmeno scontri con il Comune questa volta, né trattative infinite sulle convenzioni.  Anche Castel Volturno subirebbe il proprio impatto. Pensate che gli arabi potrebbero, infatti, comprare tutto il litorale Domizio e trasformarlo in sede di allentamento per il Napoli!!

Visibilità internazionale – Altro punto fondamentale. Si, perché se arrivassero nuovi investitori, la prospettiva non sarebbe la crescita nazionale, ma bensì quella mondiale. I grandi palcoscenici continentali ed extra europei si aprirebbero in un baleno per gli azzurri. Non solo Champions, ma anche prestigiosi e importanti tour estivi. Dimenticatevi Dimaro, il Napoli approderebbe ogni anno negli States, in Asia ed in Australia per una visibilità che diventerebbe globale.

CONTRO

Il fattore noia – Non tutte le storie di grandi investimenti nel calcio sono andate a finire bene. Non bisogna infatti prendere in analisi solo i modelli Chelsea, Manchester City e Paris Saint German, squadre che dal nulla sono diventate enormi. Come già abbiamo più volte motivato in queste pagine, ci sono tanti casi di sceicchi affascinati in un primo momento da formazioni come Malaga, Anzhi, Monaco, ma che poco dopo hanno abbandonato la barca lasciando queste squadre in condizioni ancora più critiche rispetto a quando le avevano prese.

Addio romanticismo – Proprio come sarà difficile vedere il Napoli ancora a Dimaro, sarà sempre difficile continuare a vedere con una gestione araba, scene come il San Paolo che canta insieme “O’ surdato nnammurato” o come la Curva B nelle sue spettacolari coreografie. Il tifo organizzato verrà probabilmente censurato, se non proprio abolito e il calcio diventerebbe uno spettacolo da gentiluomini. Ps. Non aspettatevi i biglietti a costo ridotto o a 5 euro. Prezzo minimo per l’entrata: 40 euro.

Discontinuità – Che se ne dica della gestione De Laurentiis, un cambio di proprietà in questo momento storico del Napoli potrebbe portare ad una grande crisi d’identità. La squadra nel bene o nel male, ha assunto la sua filosofia con Benitez e un nuovo presidente sarebbe portato a cambiare il tutto, in modo più che drastico. In Serie A gli equilibri sono fondamentali ed uno shock del genere potrebbe essere fatale in un primo momento.

Ecco perché, oltre l’euforia e il fascino del cambiamento, i discorsi sul cambio di proprietà rimangono materia da bar sport. I tifosi tendono ad analizzare solo i pro di un eventuale cessione societaria, non pensando che il nuovo potrebbe essere anche peggio del vecchio. Per fortuna quindi, che dopo quindici giorni ritorna la Serie A questa domenica. Lunedì, siamo sicuri almeno, che si parlerà solo di Inter – Napoli, nel bene o nel male…

Gennaro Sgambati

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