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Sempre forza Napoli, anche nel volley…


Domenica c’era Napoli-Torino al San Paolo, lo so. Sarei dovuta essere al mio solito posto, curva B, deck 4, lo so. Avrei dovuto soffrire insieme agli altri al goal del figlio ingrato e avrei dovuto gioire a quello del “ritenta sarai più fortunato”, ma che alla fine ce l’ha fatta. Tiro a giro? No, di testa. Un evento che mi sono persa, lo so. Insomma, avrei dovuto guardare i due napoletani in campo affrontarsi in squadre diverse. E, invece, ho preferito vederne tre di napoletane in campo, ma nella stessa squadra. Un campo più piccolo, in una squadra con meno elementi, con un pallone più leggero e in un palazzetto con meno gente, ma che, forse, riesce a sostenere di più. Insomma, ho preferito seguire a Bari l’Italia del volley femminile, quasi per metà partenopea, che si giocava il passaggio alla fase finale del Campionato Mondiale. Una sfida tutta orientale, visto che le azzurre hanno passato il turno battendo prima il Giappone, sabato, per 3-0, assicurandosi la qualificazione, e poi battendo la Cina, domenica, per 3-1, mettendo le mani sul primo posto. Arriva quindi al sorteggio per la fase finale, che si terrà a Milano dall’8 al 12 ottobre, da testa di serie. E scusate se è poco.

Il libero De Gennaro, sorrentina, il centrale Chirichella e la schiacciatrice di mano Del Core, di Napoli. La tenacia, il talento e l’esperienza. Nella Nazionale di pallavolo femminile si parla napoletano, anche se sporcato da anni di ingaggi in squadre lontane dal Vesuvio, se non addirittura all’estero, come nel caso della Del Core, d’istanza in Russia, dopo già due anni in Turchia. Ed è uno spettacolo unico vederle in campo. Hanno grinta, hanno passione e hanno, chiaramente, una marcia in più. Concedetemi un po’ di campanilismo. Sono tanti i partenopei che le hanno seguite, sia nella prima fase a Roma che in quel di Bari. Entrambi i palazzetti hanno visto la presenza di parenti arrivati da Napoli e da Sorrento, di società campane di tutte le categorie e di semplici amatori di uno sport che vanta qualità inestimabili. L’abbraccio ad ogni punto, vinto o perso, il rispetto per l’avversario fin dal saluto iniziale, l’interdipendenza dei ruoli e delle azioni. La ricezione è necessaria al palleggio che è necessario alla schiacciata. Il muro è fondamentale per il posizionamento in difesa che è fondamentale per la ricostruzione dell’azione successiva. Ognuna al suo posto, ma sempre pronte a coprire la compagna, dove importante è la sinergia del gruppo e la testa del singolo. Il tutto condito dall’altruismo di risolvere l’eventuale errore della compagna. Famosa la frase del leggendario allenatore Julio Velasco: “Lo schiacciatore non parla dell’alzata, ma la risolve”. Tanto per dirne una.

Sabato ho visto la partita con la mamma della Del Core, la mamma della De Gennaro e il papà della Chirichella e vederli esultare, in maniera genuina, la prima con tanto di cartello che indicava alla numero 15 azzurra che “mammina è qui”, è stata una gioia per gli occhi e per il cuore. E’ un mondiale in casa nostra, la squadra vince e convince, ci sono le loro figlie in campo, ma anche i loro sacrifici, gli anni di accompagnamento in palestra fino a tardi, anche due volte al giorno, altrettanti anni di videochiamate su skype perché lontane dagli occhi e mai dal cuore, ci sono ore davanti alla tv per seguirle con la Nazionale sempre in Paesi stranieri, dovendo assecondare anche fusi orari improbabili, visto che spesso i tornei internazionali sono in oriente. In campo ci sono figlie viste per poche ore, tra una sosta campionato e una ripartenza veloce, divise tra fidanzati, amiche, roba da lavare e piatti della tradizione che vanno sempre assaggiati, anche se si segue la dieta dell’atleta. In campo c’è il sudore non solo delle ragazze, ma anche di chi instancabilmente le segue, più per poterle abbracciare a fine partita che per vantare parentele, reali o acquisite che siano. Insomma, queste due vittorie e il passaggio alla fase finale, sono sicura, le tre partenopee le avranno dedicate alle loro mamme e ai loro papà che tenacemente le hanno sostenute, sempre.

E invito anche tutti voi a farlo. Milano 8-12 ottobre ore 20. E sembra capiti apposta la sosta dal campionato di calcio, per cui passare dagli azzurri alle azzurre sarà anche più facile. E, allora, tutti insieme a cantare: “Dal Vesuvio con furore: forza De Gennaro, Chirichella e Del Core!”. E sempre forza Napoli!

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