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Lentamente…vive!


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo“. Benitez avrà letto e riletto i versi di Pablo Neruda restandone affascinato  e stimolato. Perchè Napoli e il suo Napoli si divertono a “distruggere l’amor proprio”, scaraventandolo moribondo sul ciglio della strada in attesa di un soccorso. Rafa non è tra coloro che “non rischiano” o che “abbandonano un progetto prima di iniziarlo“. Subissato dalle critiche, ammutinato su un’isola deserta in compagnia dei suoi calciatori, ha retto impavido e testardo. Ha ritrovato i cocci del suo Napoli, li sta assemblando. Negli anelli mancanti trionfano ancora tante battute a vuoto. Ma il processo ha intrapreso la retta via. Con pazienza e sacrificio. “Evitiamo la morte in piccole dosi“.

Tre sorsi di squadra vera. Umiltà e abnegazione in quel di Sassuolo, compassato cinismo nella trasferta slovacca, il cuore oltre l’ostacolo nella gara contro il Torino. Segni di risveglio di un malato tutt’altro che immaginario, da prendere con le pinze ma anche con ragionevole ottimismo. C’è unità d’intenti e voglia di riscatto, elementi che barcollavano fino ad una decina di giorni fa. Da domenica scorsa c’è anche una ritrovata capacità di reagire alle intemperie. Un colpo di coda per abbattere i propri orrori, la mancanza di serenità, la scarsa lucidità e i capolavori dell’ex di turno. Solitamente annichilito dalle sue paure e dalla sua debolezza d’animo, il Napoli ha saputo rovesciare il destino con forza e carattere. In ogni tentativo di ribellione giacciono tracce visibili di vita.

Lentamente muore chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna“. Di solito il tabellino annovera manciate di occasioni da rete per gli azzurri, al massimo un paio per gli avversari. Di solito queste ultime risultano decisive. Ed allora tutti ad aggrapparsi alla cattiva sorte. E’ vero che in un periodo già poco brillante la dea “bendata” lo sia davvero. Ma se si becca un gol alla prima chance, se il punteggio di partenza è sempre uno 0-1 brutalmente ripido, è il caso di lavorare sulle proprie amnesie da oratorio e su alcune inspiegabili involuzioni (Albiol su tutti). Allo stesso modo, creare l’impossibile e non avere la freddezza di concretizzare, innalzando ad eroi epici tutti i portieri affrontati, è un chiaro segnale di eccessiva foga e nervosismo. La tensione tagliente che si respira nell’ambiente non è certo d’aiuto. Ma smettiamola con le imprecazioni ai demoni. Non li sconfiggeremo mai.

“Lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezza“.  Le certezze di Benitez sono i suoi uomini. Tutti. Nessun titolarissimo per grazia ricevuta. Turnover, con giudizio e ponderazione, perchè bisogna gestire le energie e sfruttarle al massimo. Michu, Maggio, Inler, Zuniga, straziati dall’opinione pubblica ma sempre parte integrante del progetto. Credere nelle proprie qualità è il primo passo verso il successo. Da qui il riscatto di Lorenzo Insigne, da tanti considerato il portaborse di Mertens, ricongiunto con la sua Napoli in una notte dalle mille emozioni. “Lentamente muore chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati“.

Emozioni, dicevamo. Quelle regalate dal San Paolo che, al netto di rimbrotti e apparenti disaffezioni, ama quella maglia con tutto sè stesso. “Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni; emozioni che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti agli errori ed ai sentimenti“. Troppi gli incanti e le false illusioni, le disgrazie e i fallimenti. Ora il tifoso partenopeo è divenuto un po’ pretenzioso. Ma sempre per amore. Quello puro, che non ti lascia mai solo tra le macerie. Ora tocca a De Laurentiis schiodarsi dal suo silenzio e impugnare il remo del “tutti insieme”. Lasciare l’imbarcazione tra le onde in tempesta con al timone il solo Benitez è stato un po’ da vigliacchi.

Lentamente…vive. Di piccoli passi, di una ritrovata armonia, di un cuore pulsante e mai domo. Combattente e combattuto. Cauti ma impetuosi. E’ solo l’inizio. “L’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Ivan De Vita

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