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Quando una rete ed un pianto possono cambiare la stagione…


“La differenza la fa la testa”, dicono i migliori allenatori e tecnici di calcio. Si, perché se un calciatore ha le qualità ma non la lucidità e la tranquillità giusta, anche il tocco più semplice diventa qualcosa di dannatamente complicato da effettuare. Questo è anche quello che deve aver pensato chi ha visto Lorenzo Insigne giocare ieri sera.

Il talento di Frattamaggiore nella gara con il Torino è sembrato ancora una volta volenteroso, ma troppo impacciato. Nel primo tempo, pur essendo sempre nel vivo del gioco, gli errori erano stati veramente troppi: passaggi sbagliati, dribbling non riusciti, lanci imprecisi e le due clamorose occasioni fallite a tu per tu con Gillet sembravano far propendere per l’ennesima serata storta e per l’ennesima (spiacevolissima) imbarcata di fischi per lui. Invece il destino, la fortuna o semplicemente la voglia di riscatto di Lorenzo hanno radicalmente cambiato la scena. Insigne raccoglie di testa (non proprio il pezzo forte della casa) un cross dalla sinistra di Zuniga, e dà al pallone la giusta frustata col collo per andare in rete, trovare il pareggio e cambiare forse la sua stagione e quella del Napoli. L’Insigne visto dopo il gol ha ricordato il folletto imprendibile ammirato a Pescara sotto la guida di mister Zeman. Indiavolato ricorreva tutti: lo si ritrovava a destra, sinistra, in difesa ed è sembrato un vero leader quando con oltre 20 centimetri di svantaggio è andato a fare un faccia a faccia con Larrondo. Inoltre era colui che faceva ripartire l’azione degli azzurri con lanci millimetrici (come quello non sfruttato da Higuain) e che, se non fosse stato per un errore di Mertens, probabilmente avrebbe chiuso la gara anzitempo.

Un problema di testa e paura di sbagliare, questo era il male che attanagliava Insigne. Non è una sciocchezza quando si sente dire che: “il pubblico l’ha fischiato per troppo amore”. La tifoseria conosce benissimo le sue qualità e nessuno riusciva a darsi una spiegazione su quale fosse la ragione per cui l’esterno azzurro sembrava avesse intrapreso una lenta ed inesorabile involuzione. Le lacrime di sfogo dopo la rete di ieri sera potrebbero aver finalmente restituito il “Magnifico” alla squadra e alla tifoseria partenopea.

Pasquale Giacometti