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Gargano, grinta e carattere che dividono ancora il “San Paolo”


A sentire gli applausi fatti quando Gargano è uscito dal campo per lasciare il posto a David Lopez, i fischi di qualche tempo fa sembrano un lontano ricordo, eppure non è così. I tifosi napoletani hanno una grande memoria e le parole dette dall’uruguaiano quando nel 2012 approdò all’Inter non le hanno dimenticate. Si è trattato di una forte dichiarazione d’amore per i nerazzurri che ha subito ferito il pubblico azzurro il quale, a distanza di due anni, non ha ancora perdonato il centrocampista che ultimamente però, ha sempre dato l’anima in campo.

Lo stadio.  Capace di dividere il San Paolo, con la sua forza e la sua energia è riuscito a trascinare il Napoli in questa prima parte di stagione che ha conosciuto una squadra vuota e spenta che solo l’uruguaiano ha saputo riaccendere. Ci ha messo un po’ il pubblico per andare oltre le semplici parole e basarsi unicamente sui fatti, capire che ciò che conta sono le prestazioni in campo e che Walter è comunque legato alla maglia azzurra, lui che per 5 anni l’aveva già vestita. Ma non tutti hanno superato l’ostilità nei suoi confronti e in un San Paolo che stasera voleva assolutamente la vittoria, c’erano tifosi che mantenevano le loro opinioni completamente  diverse sull’uruguaiano: c’è chi lo ha applaudito e ha apprezzato i suoi enormi sacrifici, lui che corre su ogni pallone e lotta in ogni contrasto e c’è invece chi continua a criticarlo. La curva B infatti, ha esposto ad inizio gara fino alla fine del match, uno striscione molto polemico per il mediano, intimandolo a togliersi la maglietta, probabilmente perché non ritenuto degno di indossarla. Un’accusa forte e davvero troppo ingiusta per uno dei leader della squadra di Benitez e che dal suo ritorno all’ombra del Vesuvio, ha sempre dimostrato di tenere tanto alla causa partenopea.

La storia in azzurro. Arrivato dal Danubio a soli 23 anni,  è approdato a Napoli quando nessuno ancora non conosceva ancora il suo nome. Ha fatto tanta strada, sfruttando sempre quella forza e quella determinazione che lo hanno sempre caratterizzato e che lo hanno aiutato a giocare in palcoscenici importanti e a fare tante ed importanti esperienze. Dopo due anni lontano dalla città che ha saputo accudirlo e coccolarlo, è tornato lì dove tutto era iniziato, cercando di mettersi in gioco e provando a far ricredere l’intero popolo napoletano, deluso da quell’addio che infondo ha fatto male. Gargano era un figlio di Napoli che ha preso il volo, ma ha saputo tornare a casa propria, rimettendosi in gioco con tutti i suoi difetti. Con lavoro, sacrificio, umiltà e dedizione ha saputo riconquistare un buono spicchio di “San Paolo” e stasera gli applausi sono stati la prova di questo grande passo in avanti. Walter a testa bassa non ha mai risposto con le parole alle critiche, ma ha dimostrato sul campo il suo valore e, finalmente, sembra proprio che una parte di Napoli abbia capito quanto questo giocatore sia importante per la squadra di Benitez, ma, soprattutto, quanto cuore riesca a mettere sul terreno di gioco, in attesa che anche l’altra possa definitivamente ricredersi.

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