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Sassuolo, mina vagante o facile ostacolo?


Alzi la mano chi nella passata stagione avrebbe puntato un euro sulla salvezza della squadra neroverde del presidente di Confindustria, Squinzi. C’è seriamente da dubitare che anche gli stessi protagonisti fossero convinti al 100% della possibilità di salvarsi a inizio stagione, ma nonostante un girone d’andata non certo esaltante riuscirono a conquistare la permanenza in Serie A a danno di squadre di maggior tradizione e livello come Bologna e Catania.

Anche in questa stagione, come nella passata, l’inizio di campionato non è stato positivo con tre pareggi (due a reti bianche) e una goleada subita dall’Inter. Come nella passata stagione la sfida contro il Napoli arriva a segnare un primo passaggio di possibile svolta per la squadra emiliana (allora fu 1-1 al San Paolo) e per questa ragione agli azzurri sarà richiesta la massima attenzione, ma viene lecito chiedersi quale sia la vera dimensione del Sassuolo: è la squadra travolta a Milano oppure quella capace di salvarsi senza troppi guai?

Nelle prime quattro gare emerge un dato chiaro: il Sassuolo senza Berardi fa fatica a segnare. La media gol in Serie A con il giovane ’94 in campo è di 1,7 gol a partita, senza di lui scende a 0,40 gol a partita, nonostante in rosa ci siano giocatori di valore come Zaza, Sansone, Floro Flores e Floccari. Il secondo dato di interesse è che a parte l’episodio di San Siro, i sassolesi hanno subito solo un gol nelle altre tre partite, grazie al pacchetto difensivo e al portiere Consigli (acquistato durante l’estate). Gli innesti di Vrsaljko, Peluso e Taider hanno alzato la qualità generale della squadra, e il rientro di Pavoletti dopo le ultime ottime stagioni in B regala opzioni diverse rispetto agli altri attaccanti.

Come gioca Guardando i dati delle prime quattro partite, scopriamo che il Sassuolo è una squadra che non disdegna di gestire il pallone (possesso palla medio 20′), ma il fatto che abbia una precisione di passaggio solo del 57% suggerisce che è possibile sfruttarne gli errori per contropiedi veloci. La squadra di Di Francesco occupa prevalentemente la propria metà campo cercando di tenere le proprie linee strette per costringere gli avversari ad alzarsi lasciando spazi aperti alle spalle della difesa per i suoi attaccanti veloci (Zaza e Sansone). Nonostante una sola rete segnata, i neroverdi tirano in media 11 volte a partita verso la porta avversaria (3,5 volte nello specchio); sul fronte difensivo invece hanno una buona percentuale di protezione dell’area e gli oltre 15 falli commessi a partita denotano aggressività nei contrasti.

Andrea Iovene
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