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Seconda sconfitta stagionale. Se non è crisi, poco ci manca


Udine non è mai stato un campo facile per il Napoli. Udine non è mai stato porto felice per gli azzurri. E’ con questa consapevolezza che il Napoli di Rafa Benitez si presenta allo stadio Friuli subito dopo la vittoria contro lo Sparta Praga in Europa League. In barba a qualsiasi scaramanzia, il tecnico madrileno spolvera il turn over spinto. La formazione azzurra che scende titolare ad Udine è uno schiaffo a chi non crede nella turnazione dei giocatori ed in due squadre titolari. In porta il solito Rafael, difeso centralmente da Albiol e Koulibaly mentre sulle fasce si schierano Britos e Maggio rientrante. Il centrocampo è completamente rinnovato o quasi: esordio di David Lopez dal primo minuto al fianco di Gargano, Zuniga, Michu ed Insigne agiranno da trequartisti alle spalle di Gonzalo Higuain. Balza subito agli occhi la posizione di Zuniga, riportato a destra ma nel tridente dietro la punta centrale. Che il turnover abbia inizio, sperando che sia il vero talismano.

Primo tempo – Una noia mortale. Il sunto del primo tempo potrebbe essere tale. Partita tattica, noiosa senza mordente. Si devono attendere nove minuti per vedere il primo tiro verso una delle due porte, è di Badu che complice una disattenzione di Britos si trova dal limite dell’area un pallone invitante. Il cross sarebbe stata scelta più intelligente con Kone e Di Natale liberi in area azzurra, il centrocampista si fa però ingolosire senza impensierire Rafael. Il Napoli è padrone del campo in modo sterile, poche verticalizzazioni, gioco orizzontale, con la linea mediana azzurra con Gargano e David Lopez bravissimi a recuperar palloni ma che stentano ad imporre gioco. Insigne sulla sinistra non salta mai l’uomo, Michu al centro sembra un pesce fuor d’acqua. Unica emozione al trentacinquesimo, Gargano con un tiro dalla distanza colpisce il legno. Poca cosa, si va negli spogliatoi sbadigliando e sperando in un secondo tempo migliore.

Secondo tempo – La seconda frazione di gioco è, se possibile la brutta copia del primo. Si inizia al piccolo trotto e ci si sveglia solo al sessantesimo quando Guilherme prova a sorprendere Rafael da 35 metri. Qualche minuto dopo Benitez prova a mischiare le carte, dentro Callejon per Zuniga. Lo spagnolo si rende subito pericolosissimo alla prima occasione utile, che poi è la prima della partita. Higuain si libera in area su imbeccata di Britos, grande conclusione ad incrociare con pronta risposta di Karnezis, sulla ribattuta Callejon a botta sicura; ancora Karnezis in angolo. E’ la prima vera occasione della gara, nulla di fatto. Ma è il solito prologo a spaventare i tifosi azzurri. Alla prima occasione subiamo il gol. Calcio di punizione innocuo di Di Natale, sfortunatissimo Koulibaly che devia la palla e mette davanti la porta Danilo, comodo tap-in. Prima occasione, e passiamo in svantaggio. Una bruttissima abitudine. Settantesimo minuto e siamo ancora una volta sotto di un gol, alla prima occasione. Nel finale tutti dentro, Mertens per Michu (ancora prova incolore), De Guzman per Insigne. Il tutto partorisce solo un colpo di testa di Maggio che finisce alto sulla traversa. Aggiungeteci un Tagliavento quantomeno incolore nel dirigere la gara, un Kone che quando vede l’azzurro sembra diventare un toro e la frittata è fatta.

Nulla di fatto nel solito arrembaggio finale che non ha esiti. Seconda sconfitta stagionale su tre partite. Se non è crisi, poco ci manca.

Antonio Picarelli

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