shinystat spazio napoli calcio news L'esperienza azzurra con una squadra ceca, l'unica, dal sapore amaro, nel '74 col Banik Ostrava

L’esperienza azzurra con una squadra ceca, l’unica, dal sapore amaro, nel ’74 col Banik Ostrava


Archiviata la seconda di campionato, il debutto azzurro con lo Sparta Praga diventa subito argomento caldo di questi giorni che separano dalla sfida di giovedì sera al San Paolo. “Qui fu Napoli” di questa settimana analizza l’unica esperienza “ceca” del Napoli in Europa, proprio durante una delle vecchie edizioni images35MOXKKPdell’allora Coppa Uefa, datata 1974, dopo che gli azzurri avevano superato gli ungheresi del Videoton ai Trentaduesimi di finale e il Porto ai Sedicesimi, in un cammino esaltante che dava segnali confortanti sul proseguo nella manifestazione. Quando il sorteggio mise i cechi del Banik Ostrava al cospetto del Napoli un sospiro di sollievo fu spontaneamente condiviso tra tifosi e dirigenti, evitate squadre di caratura internazionale come Borussia Moenchengladbach, Amburgo, Ajax, Real Zaragozza e la stessa Juventus, pluripremiata in quegli anni, insomma la sorte sembrava aver sorriso agli azzurri. L’ingannevole gioco delle illusioni è stato forse uno dei fattori principali a porre le basi di un approccio alla gara sin troppo “soft“, ma la cronaca ci spiegherà nel dettaglio. Azzurri in campo con gli uomini migliori, Canè, Juliano, Braglia, Orlandini, Burngnich, Bruscolotti,  insomma l’ossatura di base c’è e i cinquantamila del San Paolo spingono i propri beniamini sin dal primo minuto, sicuri di assistere ad un successo.

Dopo che la prima metà del primo tempo è servita alle squadre per studiarsi, dagli spalti è evidente solidità strutturale della squadra avversaria, cosa che comincia ad impressionare e a far ricredere i più ottimisti nella sorte degli azzurri nei sorteggi, eppure s’era detto che i cechi mancavano di alcuni degli uomini cardine della rosa, il che ferdovrebbe mettere la squadra a repentaglio da possibili amnesie e disattenzioni, eppure la solidità tattica del Banik sarà il leitmotiv della prima frazione di gioco. Clerici non punge in attacco e sembra spaesato, s’invoca il nome di Ferradini, che subentra si in campo, ma soltanto per sostituire Massa, colpito duro. Brutta tegola, non c’è che dire, se si aggiunge poi che il portiere Michalich e il centrale di centrocampo Vojacech si mettono a fare i fenomeni, sciorinando grandi interventi il primo e aperture al millimetro il secondo, allora per il Napoli si fa davvero dura.

Ma comincia una lenta e progressiva ripresa in fase offensiva, vuoi per lo sprono dei tifosi, per la necessità di sbloccare la gara, per quell’orgoglio che si riaffaccia negli animi dei protagonisti quando le difficoltà si mettono a muso duro, faccia a faccia con le ambizioni belliche degli azzurri, che due volte con Clerici, frizzante il suo secondo tempo, con Orlandini prima e Braglia poi sprecano azioni che avrebbero meritato miglior sorte, ora il Napoli mette alle corde il Banik, e solo le brillanti parate del portiere e gli interventi degli arcigni difensori, Molech tra tutti, impediscono di giornale cecoportarsi in vantaggio con comprovato merito. Ma il castello crolla al primo soffio di vento, al 36′ inevitabile contropiede di Knaap, complice una discutibile posizione della linea difensiva, lo stesso arriva al limite e spara addosso a Carmignani, il quale respinge d’istinto proprio sui piedi di Albrecht che, indisturbato, mette in rete. Un brutto sogno che diventa incubo qualche minuto più tardi, quando Klement realizza il 0-2 senza che nessuno si opponga con la giusta applicazione e determinazione alla sua scorribanda.

Terribile uno-due, Napoli alle corde, qualificazione compromessa e sogni di arrivare per la prima volta ai quarti di finale della manifestazione definitivamente compromessi. Classica gara-trappola, dove i partenopei, seppur dominando, si sono fatti soggiogare dalla tenacia e dalla solidità di un gruppo che ha messo a nudo i limiti degli azzurri, fragilità emotiva e scarsa applicazione nell’arco dei novanta minuti. La gara di ritorno sarà solo una formalità (1-1) nella fredda Ostrava, tra neve e calore della platea ceca, in vena di festeggiamenti. Come biasimarli….

Ecco le immagini della gara del San Paolo: