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Albiol, Callejon e l’inizio di stagione che non t’aspettavi


È arrivata subito la prima sconfitta stagionale del Napoli in Serie A davanti al pubblico del San Paolo, nonostante la buona prestazione che ha visto gli azzurri arrivare a conclusione ben 33 volte, un record in campionato. Al Chievo è bastato un solo tiro in porta per portare a casa 3 punti soffertissimi: gol arrivato dopo una disattenzione di Raul Albiol che ha perso l’inserimento di Maxi Lopez.

Dov’è finito il vero Mangiafuoco? Nello scorso anno il centrale spagnolo è stato un perno fondamentale nella difesa di Rafa Benitez, rimediando spesso agli errori dei suoi compagni di reparto e imponendosi come vero leader della retroguardia azzurra. Per Raul la stagione è iniziata nel peggiore dei modi avendo fatto parte della spedizione spagnola al mondiale brasiliano; a Dimaro tanti sorrisi e voglia di ripartire dalla stagione appena terminata per affrontare al meglio quel che sarà un fallimentare preliminare di Champions League. Fallimentare per il Napoli, ma anche per Raul. Il gol del vantaggio basco è arrivato dopo un’amnesia che per un giocatore del suo livello sembrerebbe quasi assurda: un pallone alto, forse quasi casuale di De Marcos, che ha messo in crisi l’ex galacticos, autore fino a quel momento di una buona prestazione. Aduritz ancora lo ringrazia.

E oggi contro il Chievo è mancato nuovamente di tempismo, lento, si è perso Maxi Lopez nell’incursione che ha portato al vantaggio clivense. La speranza è che si possa ritrovare al più presto e tornare al comando di una difesa che per ora vede capeggiare il giovane Koulibaly, mancante però dell’esperienza giusta per essere un vero e proprio leader.

Un altro giocatore che non sta continuando sulla stessa lunghezza d’onda della passata stagione è Josè Callejon. Il gol del vantaggio contro il Genoa non cancella le prestazioni mediocri a cui Calletì non ci aveva praticamente mai abituato, essendo stato il secondo miglior marcatore dietro Higuain nella stagione 2013/2014. Nella doppia sfida del preliminare di Champions si è sacrificato tantissimo in fase difensiva, ma è stato sterile in quella offensiva: mai un taglio che avesse potuto infastidire i baschi o una percussione pericolosa sulla fascia di sua competenza. Addirittura al San Paolo divora un gol a portiere battuto che avrebbe potuto cambiare le sorti della squadra, assolutamente non da lui. E ancora oggi una prestazione senza particolari squilli.

Insomma, non l’inizio che ci si aspettava dai due spagnoli, ma la stagione è ancora lunga. Ripartire dalla scorsa stagione non è impossibile e i tifosi non fanno altro che attendere la svolta decisiva, da Raul, da Josè e dal Napoli.

Luigi Fervide
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