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Una settimana di ordinaria follia azzurra scacciata via dal sorriso dell’ultimo arrivato


Chi mi conosce lo sa: sin dal giorno del suo arrivo sotto l’ombra del Vesuvio, ho sempre amato quell’ometto paffuto e dall’accento squisitamente iberico, che mi stregò con la fatidica frase: “Sin prisa y sin pausa”. E’ un po’ il motto della mia vita, io, che di pazienza ne ho davvero poca ma che per fortuna ho la tenacia di aspettare per rincorrere e raggiungere i miei obiettivi. Tra me e Rafa Benitez fu amore (calcistico ovviamente…) a prima vista: un maestro di calcio ed un filosofo di vita, che con calma e dedizione spiega sempre al meglio ogni situazione, inquadrando con obiettività chi ha di fronte senza trascendere mai. Non trova scuse nè alibi come i suoi predecessori: si può lavorare di più, si può fare di più ma guai a toccargli la sua rosa quando è certo che la stessa ha dato il massimo.

Questa settimana però, anche il mio caro amato Don Rafè si è dolcemente alternato tra il dovuto vortice della diplomazia ed uno splendido e giusto spazientirsi. Dopo il flop in Champions contro l’Athletic Bilbao ha parlato in mixed zone insieme al capitano Hamsik: a caldo era difficile analizzare la situazione calcolando ogni parola. Bastava sbagliare una pausa, inflessione della voce o alzare il sopracciglio per creare un caos. Ha preferito mantenersi sul vago, diventando poi un fiume in piena in conferenza stampa. Inler in panchina? Non è in forma. Zuniga non gioca? Non regge i 90 minuti. Michu? Crescerà. Insigne? Migliorerà. I tifosi? Troppo creduloni. De Laurentiis? Deve prendere Bilbao come modello. Da standing ovation insomma, se non fosse che, a guardare la formazione di ieri a Genova, Zuniga ha poi giocato 90′ ed Inler è partito titolare.

Ma niente paura: fa tutto parte di una settimana folle e ricca di contraddizioni, a partire proprio da quella sciagurata notte di Bilbao. Champions sfumata e formazione di Marassi a parte, la più grande contraddizione degli ultimi giorni, spetta ahimè ancora ai sostenitori partenopei che hanno persino avuto il coraggio di criticare senza pietà il neo arrivato David Lopez senza neanche conoscerne le sue fattezze tecniche, fisiche o aver mai visto una sua partita. Un mare di insulti al momento del suo acquisto, mandando in frantumi ciò che aveva detto Benitez proprio poco prima: “Si vince solo se tutti uniti, squadra, società e tifosi”. Stesso discorso per gli altri acquisti estivi del club di De Laurentiis, De Guzman in pole position, non degno dei vari fantamediani accostati fino a quel momento agli azzurri. Ma la punizione divina non è tardata ad arrivare: è il 95′ di Genoa-Napoli e dopo una serie di clamorose occasioni divorate sarà proprio il neoentrato e neoarrivato DeGu (come lo chiamano gli amici) a beffare definitivamente Perin, consegnando di diritto al Napoli, il suo Napoli, i primi tre punti della stagione.

Tutti felici, tutti festanti: Bilbao sembra ormai un brutto ricordo, il mercato assume una piega leggermente più positiva ed il sorriso del ragazzone olandese sembra già rassicurante, regalando ai tifosi azzurri finalmente una bella ed indelebile emozione. Perché in realtà, il Napoli che tutti amano è così: profondamente imperfetto e pieno di contraddizioni, con un grande cuore e che unisce in un abbraccio di una gioia all’ultimo respiro.

Alessia Bartiromo
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