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Piovono Polpette… ma siamo fiduciosi!


È la mia prima stagionale. È il mio ritorno al San Paolo dopo l’ultima negata contro il Verona l’anno scorso. Certo, avrei voluto cominciare con una di campionato, perché avrebbe significato non fare i preliminari, ma anche aprire con un match internazionale, ascoltare subito la musichetta della Champions per prendere confidenza con l’urletto finale e, infine, poter sbandierare la coreografia in curva, non è niente male e ce lo facciamo andare bene lo stesso.

Per varie vicissitudini, mi avvio tardi allo stadio. Praticamente, mio padre mi vede alle sei ancora a casa ed esterrefatto mi guarda dicendo: “Io sarei stato in panico già due ore fa”. Non che l’ansia non l’avessi, ma ho deciso di vivermi un periodo di zero stress e di karma positivo. Periodo che sarebbe finito di lì a poco, al primo goal sbagliato da Polpetta Insigne. Bestemmie piovute a grappolo, una dietro l’altra, e “tante care cose” al mio karma positivo.

Arrivo allo stadio, davanti a me solito passaggio a due nel tornello, autorizzato dagli steward con poliziotto accanto, solita inutile mia esclamazione a voce alta: “Certe cose non cambiano mai!”, rischiando di sembrare fin troppo bacchettona. Ma tutto scompare quando finalmente respiro l’odore dell’erba del campo e la puzza di sudore delle decine di persone accalcate sulle scale, mentre cerco di raggiungere i miei amici al solito posto. Deck 4. Qualche fila più sopra del solito, ma con l’ottima compagnia del Napoli Club Ivrea. È sempre bello rivedere gli amici.

Il pre – partita è, chiaramente, caratterizzato da alcuni racconti vacanzieri, da quelli meno vacanzieri e dalle domande insistenti: “Cosa abbiamo fatto per meritare ancora Polpetta Gargano a centrocampo? E, poi, perché Polpetta Britos sulla fascia sinistra?”. Sulla prima non possiamo dire nulla a fine partita. Il nanerottolo dà sempre l’impressione di avere mezzo polmone in più rispetto agli altri e non pretende più di tirare le punizioni. Sulla seconda domanda, il terrore negli occhi di tutti noi, man mano che passavano i minuti, si faceva sempre più palese: “Perché Polpetta Britos sulla fascia sinistra??!!”. Qualcuno spieghi a Benitez che “sinistra” nel calcio non significa “da brividi”.

Quando comincia la partita, siamo tutti concentrati a leggere i numeri sulle maglie degli azzurri. Non si vedevano per nulla. Una vera furbata il colore. Poiché non avevamo né centrocampo e né fascia sinistra, abbiamo avuto un po’ di difficoltà anche a ricordarli a memoria. Poi, abbiamo rinunciato. Tanto, i nostri erano polpette rispetto al Bilbao. Che ci ha fatto capire anche perché ha “Athletic” prima di Bilbao e noi no prima di Napoli. Polpetta Hamsik ci ha mandato di nuovo il fratello gemello, attendiamo con ansia anche lui. Polpetta Michu, soprannominato dalla curva “ a jatt’!”, ci ha impressionato per il suo altruismo. Nei confronti dell’avversario. Tu, attaccante, centravanti che non sei altro, hai la porta libera, completamente aperta davanti e non tiri. La passi. O sei cieco, o hai un callo sul mignolino del piede destro, o non volevi far sfigurare gli altri tirando una bomba in rete. In tutti i casi, la prima cosa che farò quando finisco di scrivere il pezzo, sarà riguardare mille volte il replay per cercare di capire qual è il tuo problema. E consigliarti uno specialista.

Comunque, segnano loro per primi. Per fortuna nel secondo tempo Polpetta Higuain fa il fuoriclasse e caccia un gran pezzone. Poi, poteremmo fare il raddoppio quasi subito, ma Polpetta Callejon decide che sarebbe brutto andare a Bilbao per dover fare solo un mezzo miracolo. Il miracolo dev’essere completo e complicato. E allora non resta che aspettare martedì prossimo. Che, magari, le Polpette partenopee, quando pappuleano per una settimana nella loro salsa, all’estero fanno la bella figura!

Tornando a casa, non ho potuto fare a meno di fermarmi con l’auto su una vista mozzafiato del nostro golfo, il faro del molo e il Maschio Angioino imponente, ben illuminato che sembrava proteggere il resto della città. Ed allora, ho tirato un sospiro di sollievo, mi sono concessa due minuti per godermi lo spettacolo e, all’improvviso, ho ritrovato anche il mio karma positivo.

Bentornati a tutti e sempre Forza Napoli!