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Jonathan De Guzman, il jolly orange di Rafa Benitez


Finalmente Godòt è arrivato, la ricerca del tanto agognato centrocampista aveva ormai assunto le sembianze dell’opera teatrale di Beckett, un’attesa infinita giunta al termine con il primo innesto per una mediana nuova di zecca. Dopo il grottesco affare Gonalons, dopo i dietrofront su Cristoph Kramer, il Godòt per la metà campo partenopea ha un nome e un cognome: Jonathan De Guzman 27 anni da Toronto, Canada, naturalizzato olandese.

La carriera – Muove i primi passi in Canada, dove nasce nel settembre del 1987 da padre filippino e madre giamaicana, un melting pot che mostra tutta la sua essenza nel suo modo di stare in campo. All’età di 12 anni il grande passo verso il calcio europeo, direzione Olanda, entra a far parte del settore giovanile del Feyenoord, club a cui resterà legato fino al 2010. Con la maglia dei biancorossi di Rotterdam l’esplosione ed il trampolino verso il grande calcio, in particolare con i tecnici Bert Van Marwjik(Vicecampione del Mondo con l’Olanda nel 2010) e Mario Been(vecchia conoscenza anche di Koulibaly al Genk), 109 presenze condite da 23 reti e 22 assist, un bottino che lo mette in luce agli occhi degli osservatori di svariati club europei, su tutti il Manchester City, che però non riuscirà a chiudere l’affare a causa dell’ostracismo del club olandese. Nell’estate del 2010 il passaggio in Liga al Maiorca per circa 5 mln. Impatto positivissimo per il centrocampista sotto la guida di Micheal Laudrup che chiuderà l’annata con 5 goal e 4 assist in poco più di 30 presenze. Le vicissitudini economiche del club delle baleari costringono i rossoneri a cedere il proprio gioiellino dopo solo una stagione, altro trasferimento questa volta a Castellòn ad attenderlo il Sottomarino giallo, il Villareal che per garantirsi le prestazioni del centrocampista stacca un assegno da ben 8,5 mln di euro, dove però non entusiasma. Dopo 26 presenze ed il primo goal in Champions, contro il Bayern Monaco, gli spagnoli lo cedono in Galles, allo Swansea, con un prestito biennale. Allo Swansea ritrova  un suo mentore, Micheal Laudrup, con il quale torna subito a dare il meglio del suo repertorio, non patendo minimamente l’impatto con la Premier League, 8 assist, 5 goal e tantissima quantità nella sua prima stagione al Liberty Stadium. Nella stagione successiva Laudrup verrà esonerato proprio alla vigilia della sfida contro il Napoli, dove al ritorno De Guzman segnerà, ma anche con Monk la musica non cambia, l’olandese continua a ritagliarsi uno spazio di livello fra i migliori centrocampisti della Premier, fino alla zampata della dirigenza azzurra: circa 6 mln per portarlo alla corte di Rafa Benitez.

Scelta orange – De Guzman ha sempre espresso la propria preferenza per la Nazionale olandese, fin dal momento del riconoscimento della cittadinanza a 21 anni. Con l’Under 21 orange ha disputato le Olimpiadi di Pechino nel 2008. Non ha accettato nessun altra opzione per quanto riguarda la Nazionale maggiore, attendendo la convocazione avvenuta nel settembre 2013 contro l’Italia. De Guzman è rientrato tra i 23 di Louis Van Gaal per il Mondiale brasiliano dove ha disputato 3 partite.

Caratteristiche – Duttilità, quando si pensa a Jonathan De Guzman è questa la caratteristica che risalta maggiormente. Nulla di cui stupirsi, Benitez ha dimostrato chiaramente di gradire a dismisura calciatori eclettici e in grado di svolgere più ruoli e mansioni di gioco. De Guzman è tutto questo, un centrocampista che può giostrare da mediano ma anche da esterno offensivo, da perno davanti alla difesa come da mezzala, il tutto grazie a doti fisiche indiscutibili ed un’intelligenza tattica figlia della crescita nella patria del calcio totale, l’Olanda. L’ex centrocampista del Feyenoord può giostrare da mediano rubapalloni, dove riesce a fare la differenza grazie alla sua velocità e ad una fisicità non comune data la stazza(alto 173 cm), qualità che gli permettono di rendere al meglio in fase di interdizione. Capacità difensive alle quali associa però una spiccatissima propensione all’inserimento(come dimostra lo score sovracitato) e capacità tecniche e balistiche non ordinarie. Molto bravo sui calci piazzati, calcia bene sia di destro che di sinistro, l’olandese rappresenterà una scelta di livello assoluto per il tecnico spagnolo.

Riccardo Bigon e Benitez ritornano sul luogo del delitto, un calciatore dal nome non certo eclatante, ma dalle qualità inequivocabili e funzionali al progetto tattico del tecnico, un investimento oculato che darà un contributo, ne siamo certi, esponenziale. In attesa di un mercato in cui il Napoli ha ancora il dovere di dire la sua.

Edoardo Brancaccio

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