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Profili azzurri: Roberto Stellone

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55516Tra la miriade di calciatori incompiuti potremmo schierare tra le loro fila sicuramente Roberto Stellone, non certo senza le attenuanti del caso. L’attaccante romano, classe ’77, è sin da subito sotto gli occhi degli osservatori per la sua dinamicità nonostante un fisico imponente, è un attaccante polifunzionale, lo puoi schierare sia da seconda punta abile e creare spazi e a giocare negli spazi stretti, ma è utile anche come prima punta in grado di finalizzare l’azione, oltretutto gode di un buon dribbling che completa un identikit che in altri frangenti avrebbe fatto le fortune della squadre che lo avesse scovato. Stellone arriva da una lunga gavetta tra Lodigiani e Lucchese, dove esplode e si fa notare dal Parma, che prima di investire su di lui lo manda a compiere il suo battesimo del fuoco a Lecce, dove con sei reti contribuisce alla promozione dei salentini, e si conferma leader nelle squadre che conquistano la promozione, venendo così investito della nuova carica di “specialista in promozioni” che lo seguirà anche quando appesi gli scarpini al chiodo, si lancia nell’avventura della panchina.

Dopo la Puglia, sale di qualche chilometro e raggiunge Napoli, in quegli anni nelle sabbie mobili della B ma pronto a risalire la china con una squadra lussuosa per la cadetteria: Matuzalem, Oddo, Asta, Lucenti, Robbiati, Stellone, Schwoch e Bellucci, saranno i protagonisti della promozione azzurra. Schwoch 22 reti, Stellone 10, una coppia meravigliosa e ancora oggi rimasta nei cuori dei tifosi partenopei, nonostante furono semplicemente gli attori di una promozione, e da quel momento Roberto diventa il fulcro della squadra, anche in Serie A, con Zeman in Roberto-Stellone-2002-03panchina, anche se parte in seconda linea, con Amoruso e Bellucci titolari dal primo minuto, complice anche un infortunio che ne condizionerà il rendimento per tutta la stagione. La nuova retrocessione sembra riproiettarlo tra i protagonisti del Napoli ancora una volta in Serie B, cosa che avviene puntualmente, con Rastelli suo partner d’attacco, ma le 11 reti non basteranno a riportare in A gli azzurri, il 5 Maggio 2002 al San Paolo ci fu lo scontro diretto con la Reggina avanti solo due punti, in 80.000 urlarono per gli azzurri, ma il catenaccio calabrese non cedette e fu 1 – 1 e promozione rinviata. L’anno seguente è ancora titolare in attacco, 8 gol e fascia di capitano sul braccio non servono neanche stavolta a scrivere un copione nuovo per uno dei Napoli più brutti degli ultimi anni, che chiuderà il campionato cadetto al sedicesimo posto, a pochi punti dalla retrocessione e dalla consequenziale sommossa popolare.

29641307_lega-pro-frosinone-stellone-giocheremo-col-sangue-agli-occhi-1Nello sconforto generale per una situazione societaria ai margini del fallimento, lascia la maglia azzurra per vestire le maglia di Reggina, Genoa (dove risorge a suon di gol, ben 18 in 29 gare) Torino e Frosinone, ed è proprio in terra ciociara che, nel 2011, decide di dire basta con il calcio, rimanendo nelle giovanili della squadra gialloblu fino a ricoprirne, dal luglio del 2012, la carica più alta di allenatore della prima squadra. E’ storia di qualche settimana fa la promozione in Serie B vincendo la finale play off proprio contro quel Lecce da cui era partito impressionando i talent scout che si erano segnati il suo nome sul proprio taccuino. Il cerchio si è chiuso per uno dei calciatori più completi che si siano visti in maglia partenopea, nonostante non sia stato un trascinatore, al di là dei 30 gol in 90 presenze, è sembrato evidente che la sua mancata esplosione è stata figlia di un’annata maledetta per il Napoli, dopodiché è stato anche vittima di una mancanza di continuità che ha definitivamente minato le ambizioni di un attaccante che con maggiore attenzione alla preparazione atletica e con un po’ di fortuna nei momenti chiave della carriera avrebbe forse calcato palcoscenici più importanti e forse si sarebbe anche tolto qualche soddisfazione più prestigiosa rispetto alla miriade di promozioni collezionate nella sua carriera.

Resta uno dei tanti capitani che hanno reso orgogliosi i tifosi azzurri, e al quale i supporters partenopei hanno lasciato sempre uno spazio riservato nel proprio cuore, nonostante gli anni maledetti in cui era addirittura il capitano di sventura di una squadra destinata ad arenarsi non per il progetto tecnico, ma per quanto di scellerato la società avesse fatto fino al definitivo schianto del fallimento. 

Ecco alcune reti di Stellone in maglia azzurra:

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