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Con il riscatto di Reina partirebbe Rafael, il Napoli guarda anche a Lanciano per il futuro della propria porta…


In giro, per il mondo: due spagnoli, un brasiliano e un italiano. Ma non c’è niente da ridere e non finisce qua: perché poi c’è un argentino e un napoletano. E quella è una porta sola, ma siamo già a sei uomini (in qualche modo) coinvolti in questo valzer sulla linea bianca. In principio è stato Reina, e ci mancherebbe: è una questione di statura, di talento; poi è toccato aRafael, il futuro, sistemato a crescere non appena Pepe s’è fermato (ma anche prima) per coglierne le qualità. 

Il resto è stato automatica gratificazione, riconoscenza: largo a Colombo e poi a Doblas. Però tra un po’, quando si ripartirà, ci scappa una sorta di sliding doors: e il destino, va da sé, finirà tra le mani di chi si ritroverà indicato un po’ dagli eventi a comandare la difesa. L’effetto-R è indiscutibile: il Napoli pensa e spera di potersi tenere Reina e non vuole assolutamente «sprecare» Rafael, che però va atteso: dopo sei mesi di inattitivà, ed un intervento delicato, diventa complicato riconsegnarli le chiavi delle ambizioni della squadra. 

Il progetto prevede il riscatto di Reina e la conferma (se l’interessato gradisce) di Rafael: altrimenti, per il brasiliano, non mancano gli estimatori dove riacquistare confidenza con l’area di rigore. Cessione eventuale ma rigorosamente in prestito: senza clausole, riscatti e rischi, perché il Napoli ha scelto il brasiliano. Poi c’è Mariano Andujar, ha appena trentuno anni (niente per un portiere), è stato acquistato dal Catania dove s’è ritrovato sulle spalle la contestazione d’una tifoseria inferocita per la retrocessione: ma è sempre uno che se ne andrà al Mondiale con la Nazionale argentina, con una sua storia all’Estudiantes, con un suo profilo alto. 

La terzina sarebbe già fatta, se non ci fossero tutte quelle controindicazioni di cui sopra: bisogna capire cosa vorrà fare il Liverpool con Reina, bisognerà verificare come se la passa Rafael; e poi bisogna ancora andare un po’ a zonzo per il Paese, perché in serie B, precisamente al Lanciano, gioca Luigi Sepe, ventitré anni appena compiuti, un ragazzone che è stato protagonista un anno fa di una stagione speciale con il Pisa e che ora è tra le stelline della B. Si sta giocando l’accesso ai play-off e dunque una fetta di serie A. Forse anche un po’ di Napoli, chissà: qui la porta è girevole…

Corriere dello Sport.